Incidenti stradali

Tamponamento e fuga con bravata. E due giovani finiscono nei guai

La denuncia di una donna fa scattare le indagini del commissariato di Taurisano. Un 29enne e un 27enne di Gemini, frazione di Ugento, deferiti per lesioni, danneggiamento e omissione di soccorso. Avrebbero gettato anche acqua sul parabrezza di una donna, durante un sorpasso, ridendo del gesto

Foto di repertorio.

UGENTO – Quello che colpisce nella storia è che non vi sia un senso logico. Tutto sembrerebbe nascere da una bravata bella e buona, che ha finito per tramutarsi in un incidente e con la conclusione di tutto negli uffici del commissariato di polizia di Taurisano, dove sono state spiccate due denunce a carico di F.R., 29enne, e  K.L., 27enne, entrambi di Gemini di Ugento. Rispondono di lesioni, danneggiamento e omissione di soccorso.

La vicenda nasce nel tardo pomeriggio del 16 giugno, quando agenti del commissariato di Taurisano sono intervenuti sulla strada statale 274, all’altezza dello svincolo per Acquarica del Capo, per quello che solo in apparenza sembrava un comune incidente stradale.

Sul posto hanno trovato una donna di Gagliano del Capo, molto agitata e con l’auto danneggiata. Mancava la controparte. La donna ha raccontato che poco prima un’autovettura di colore bianco l’aveva seguita e, all’atto del sorpasso, il passeggero seduto sul lato anteriore destro, un giovane dell’apparente età fra i 25 e i 30 anni con evidenti tatuaggi al braccio, le aveva spruzzato dell’acqua contenuta in una bottiglietta di plastica sul parabrezza e sul finestrino anteriore sinistro, distraendola dalla guida. In più, sempre a suo dire, quel soggetto si sarebbe anche messo a ridere del gesto.

A quel punto, stando sempre al racconto della donna, impaurita aveva accelerato, e si era portata davanti all’auto bianca, la quale l’avrebbe tallonata e, all’improvviso, secondo lei in modo assolutamente voluto, tamponata con violenza, per poi allontanarsi in fretta. Di quel veicolo, una Fiat Croma, aveva anche annotato il numero di targa.

I poliziotti hanno constatato i vistosi danni subiti nella parte posteriore del veicolo e hanno chiesto alla conducente se avesse bisogno dell’intervento del 118. Lei, però, ha rifiutato. Gli agenti hanno quindi effettuato i primi controlli sulla targa rilevata, risalendo all’intestatario della vettura, una donna che, rintracciata, ha riferito di aver dato l’auto in uso al marito.

Contattato quest’ultimo, per telefono, ai poliziotti avrebbe detto di essere di rientro da Brindisi con un’altra autovettura. La Croma, infatti, aveva spiegato, era ricoverata da qualche tempo presso una carrozzeria di Ugento.

Per accertare cosa fosse accaduto, gli agenti si sono recati presso la carrozzeria interessata. E il titolare, interpellato, ha riferito che il veicolo gli era stato portato alle 17,40 circa dal marito della proprietaria. Il che coincideva a livello temporale con l’incidente avvenuto poco prima. Gli ingenti danni presenti nella parte anteriore del veicolo non hanno fatto altro che confermare agli occhi dei poliziotti la versione della donna.

Gli accertamenti hanno poi portato all’identificazione sia del conducente, sia del passeggero. I due, secondo gli uomini diretti dal vicequestore aggiunto Salvatore Federico, avrebbero cercato giustificazioni poco plausibili, ivi compreso il fatto che, a loro dire, la donna avrebbe inchiodato all’improvviso. Il che, se anche fosse vero, non giustificherebbe né l’acqua spruzzata sul parabrezza, né l’allontanamento repentino, come altre spiegazioni che hanno ritenuto contraddittorie. 

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