Incidenti stradali

Travolse e uccise con la moto un pedone, condanna a 7 anni in abbreviato

Andrea Scatigna è accusato di omicidio stradale aggravato per l'incidente costato la vita a Venerio Caione lo scorso 10 luglio

Il luogo dell'incidente.

LECCE – Condanna a sette anni di reclusione per Andrea Scatigna, il 34enne di Porto Cesareo accusato di omicidio stradale aggravato per aver travolto e ucciso con la sua moto Venerio Caione, 62enne originario di Arnesano e residente a Monteroni, lo scorso 10 luglio. Dopo l’incidente, in cui aveva riportato alcune ferite, il 34enne era risultato positivo al drug test, inoltre la consulenza tecnica disposta dall’accusa ha evidenziato che viaggiava a una velocità superiore a quella consentita. La sentenza è stata emessa dal gup Stefano Sernia al termine del giudizio con rito abbreviato. Il giudice ha anche disposto una provvisionale per i parenti della vittima, assistiti dagli avvocati Americo Barba e Alessandra Verdesca. Scatigna è assistito dagli avvocati Federica Conte e Giorgio Giannaccari.

Un destino beffardo e atroce quello che ha strappato ai suoi cari Venerio Caione, 62enne originario di Arnesano e residente a Monteroni. L’uomo si trovava nella sua abitazione estiva alla periferia di Torre Lapillo, sulla litoranea Torre Lapillo-Punta Prosciutto (la strada provinciale 340), di fronte al camping “Porto Cesareo”. Erano passate da poco le 19 di un giorno afoso d’estate, il 62enne era uscito di casa per depositare alcuni rifiuti accumulati dopo alcuni lavori di pulizia.

Tutto è accaduto in pochi terribili istanti: una macchina ha rallentato per consentire all’uomo di attraversare, in quel momento è sopraggiunta una moto a forte velocità, una Suzuki 600, che ha sorpassato l’auto e travolto la vittima. E’ stato il conducente dell’auto a prestare i primi soccorsi a Caione e a chiamare aiuto. Poco dopo sono accorsi alcuni residenti della zona.

Sul posto, poco dopo, erano giunte due ambulanze e i carabinieri della stazione di Porto Cesareo e della compagnia di Campi Salentina. Le condizioni del 62enne erano parse quasi subito disperate, inutili i tentativi di strapparlo alla morte, l’uomo era deceduto circa due ore dopo. 

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