Incidenti stradali

Travolto in strada: sette indagati, ma l'autopsia scioglie i dubbi sulla morte

Il pm Maria Vallefuoco ha iscritto quattro automobilisti e tre medici. L'ipotesi è di omicidio colposo. Leonardo Maltese, 73enne di Forio d’Ischia, è morto il 19 novembre dopo essere stato investito sulla statale 613, nei pressi di Lecce. Era uscito dall'auto a causa di un guasto

Il punto del sinistro.

LECCE – Sono sette gli indagati per la morte di Leonardo Maltese, 73enne di Foro d'Ischia. Si tratta di quattro automobilisti e tre medici. L’uomo è spirato il 19 novembre scorso, dopo essere stato travolto nel primo pomeriggio del giorno precedente sulla strada statale 613, quasi all’ingresso di Lecce. Era uscito dall’auto dopo aver accostato per un’avaria al motore. Il pm Maria Vallefuoco ha conferito questa mattina l’incarico per l’autopsia al medico legale Roberto Vaglio. L’esame s'è concluso nel primo pomeriggio.

Nel registro degli indagati sono finiti i quattro automobilisti coinvolti nell’incidente e i sanitari che hanno avuto in cura l’uomo. I primi sono: un 69enne di San Pietro Vernotico, che era alla guida di un’Opel Astra, un 43enne di Surbo che conduceva una Jaguar Land Rover intestata a una ditta di costruzioni, un 42enne di Monteroni di Lecce che si trovava a bordo della sua Fiat Bravo e un 54enne di Alessano; i sanitari, invece, sono: un 28enne originario di Latina, un 32enne nativo di Taranto e un 36enne di Brindisi.

L’ipotesi di reato a carico di tutti è di omicidio colposo. La posizione più delicata è ovviamente quella degli automobilisti, per i quali si dovranno stabilire i vari livelli di responsabilità. Il pm, però, ha iscritto anche i medici per non lasciare nulla d’intentato. L’autopsia è servita proprio a chiarire in modo definitivo e inequivocabile se vi sia stata qualche carenza nelle cure, considerando che Maltese è giunto all’ospedale “Vito Fazzi” il 18 novembre ancora vivo, sebbene in gravi condizioni, spirando il giorno successivo, a distanza di venti ore. In sostanza, si è trattato di una formalità, uno scrupolo del pubblico ministero.

Il perito incaricato dalla Procura, nella sua relazione riporterà sostanzialmente di non aver ravvisato imperizie. Il decorso clicnico sembra essere stato inevitabile. L'anziano è giunto in ospedale in codice rosso, con fratture multiple e gravi lesioni a diversi organi interni. E' stato anche tempestivamente sottoposto a un'operazione chirurgica, ma nulla è servito a strapparlo a un destino che ormai apapriva segnato. Non vi sono state, dunque, cause diverse nel concorso della morte, dovuta esclusivamente ai molteplici e notevoli traumi. Da qui si evince che la posizione dei tre medici andrà verso l'archiviazione.  

Diverso il caso degli automobilisti. Le indagini sul sinistro sono piuttosto complesse e affidate alla polizia stradale del distaccamento di Maglie, reparto diretto dal sostituto commissario Rocco Trane. Quel giorno sono intervenuti i suoi uomini, anche se l’incidente è avvenuto in territorio del capoluogo, perché gli agenti del comando leccese erano impegnati altrove.  

La dinamica non è del tutto chiara e per un riscontro preciso bisognerà attendere la perizia sull’incidente che ha coinvolto ben quattro veicoli in un tamponamento a catena. Ci vorrà tempo e le ricostruzioni saranno svolte anche usando tecnologia in 3D. Bisogna chiarire in modo preciso quale auto per prima abbia colpito Maltese. L’Opel Astra è l’unica con il parabrezza in frantumi per l’urto che si sarebbe rivelato, purtroppo, fatale, ma non si esclude che l’anziano possa essere stato colpito in precedenza da qualche altro veicolo.

IMG_6566-6Quel giorno, in auto, era presenta la moglie 69enne, leccese, e la sua testimonianza potrebbe essere importante nella ricostruzione finale. La donna e i due figli di Maltese sono rappresentati dagli avvocati Fabrizio Marra e Giuseppe Serratì, che hanno nominato come consulente per assistere all'autopsia, il medico legale Franco Faggiano. 

Al momento è chiaro solo il motivo per cui il 73enne ha accostato. Era in arrivo a Lecce dalla Campania con la compagna ed ha parcheggiato sulla corsia d’accelerazione di destra, nei pressi dello svincolo per Surbo, quando la sua Nissan Terrano ha iniziato a manifestare problemi al motore.

Avrebbe dovuto indossare giubbino catarifrangente e collocare il triangolo di pericolo in modo tale che fosse riconoscibile agli automobilisti di passaggio da almeno 100 metri di distanza, ma forse non ne ha avuto nemmeno il tempo materiale. Sceso, probabilmente per richiamare l’attenzione degli automobilisti di passaggio e capire quale fosse l’origine del problema, è rimasto travolto, per poi morire il giorno dopo al “Vito Fazzi”.

Maltese era molto conosciuto nell'isola dov'era nato e cresciuto e in generale nella zona di Napoli. In qualità di chef  aveva lavorato per rinomati ristoranti. Oggi l'autorità giudiziaria disporrà la restituzione della salma alla famiglia, che finalmente potrà celebrare il funerale a Ischia. 

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