Incidenti stradali

Un 2015 di sangue sulle strade del Salento. Un'intera comunità piange il 21enne

E’ stato un altro anno lastricato di sangue quello vissuto sulle strade del Salento. Più di quaranta le vittime nella sola provincia di Lecce. Cifre che raccontano da sole la drammaticità e la criticità di una provincia che deve fare i conti con un territorio e una viabilità assai estesa

Foto di repertorio.

LECCE – E’ stato un altro anno lastricato di sangue quello vissuto sulle strade del Salento. Più di quaranta le vittime nella sola provincia di Lecce. Cifre che raccontano da sole la drammaticità e la criticità di una provincia che deve fare i conti con un territorio e una viabilità assai estesa. Già nel 2014, con 39 vittime delle strada rispetto alle 33 dell’anno precedente, il Salento è andato in tragica controtendenza rispetto alle altre province della Puglia, con un più 19 per cento, anche se il numero degli incidenti (1.617) e feriti (2.688) sono diminuiti rispettivamente dell’8,7 e dell’8,6 per cento.

Al di là della cifre, fredde e impietose, rimangono i volti e le storie delle “vittime della strada”. Una lunga scia di vite spezzate a cui bisogna aggiungere un numero ben più elevato di feriti, costretti a portare sul corpo i segni indelebili di un attimo fatale che ha cambiato per sempre la loro storia. Il 2016 ha purtroppo fatto già registrare la prima tragica morte di un ragazzo di soli 21 anni, Gianni Rizzini, il giovane centauro che ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto sabato pomeriggio lungo la litoranea che da castro conduce alla Marina di Andrano. In tanti si sono stretti intorno alla famiglia del 21enne, riempiendo di messaggi e saluti la pagina facebook del ragazzo.

Imprudenza, alta velocità, cattive condizioni delle strade ed errore umano le cause più frequenti alla base degli incidenti mortali. Il numero maggiore delle vittime è tra i centauri e tra chi, dopo una lunga giornata di lavoro, ritorna a casa. Rispetto al passato e ad altre regioni d’Italia, specie quelle a grande richiamo turistico come il Salento, sono pressoché scomparse le cosiddette stragi del sabato sera. Un risultato frutto del grande lavoro svolto dalle forze dell’ordine, impegnati in una straordinaria opera di prevenzione e pattugliamento del territorio. Centinaia le patenti ritirate e i soggetti denunciati per guida in stato di ebbrezza, migliaia le contravvenzioni elevate e tante le persone fermate e trovate in possesso di sostanze stupefacenti. Presidiati soprattutto i luoghi, come discoteche e concerti, maggiormente affollati da turisti e ragazzi. Dati importanti che raccontano di una provincia che, a dispetto di una vocazione turistica che ha fatto registrare un afflusso record di visitatori (specie in estate), ha saputo garantire sicurezza anche e soprattutto sulle strade.

Rimane, invece, l’inadeguatezza di una rete viaria provinciale (che si estende per oltre duemila chilometri) che ha nella Copertino-Galatina, insieme alla Nardò-Galatone, alla Statale 275, alla Lecce-Porto Cesareo e alla Lecce-Taranto, i punti critici. Si tratta per lo più di strade dritte ma strette, dove è facile superare i limiti di velocità, ma dove non ci sono le misure minime di sicurezza. L’ottanta per cento di queste strade è larga 7 metri anziché 9,50, che è la misura minima stabilita per le strade extraurbane, e risulta priva di guard-rail laterali. Proprio per sopperire a queste criticità e rendere più sicure le strade, occorre stanziare nuovi finanziamenti.

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