Cronaca

Incidente tra due convogli delle Sud Est, per gli ispettori fu errore umano

Secondo gli esperti del ministero il macchinista non era abilitato a condurre quel tipo di motrice ma soltanto una simile

LECCE – Fu un errore umano a provocare l’incidente ferroviario in cui, il pomeriggio del 13 giugno 2017, rimasero coinvolti due convogli delle Ferrovie Sud Est sulla tratta Lecce-Zollino, nei pressi della stazione di Galugnano. E’ la conclusione a cui sono giunti gli ispettori del ministero delle Infrastrutture, che nella loro relazione evidenziano come il macchinista, dopo essere sceso dal treno, azionò erroneamente le “funicelle” per scaricare l'impianto frenante, provocando lo spostamento della littorina, che andò a impattare con l’altro treno a una velocità di 28 chilometri orari. Gli ispettori, però, puntano il dito anche contro l’azienda, poiché il macchinista non era abilitato a condurre quel tipo di motrice ma un modello simile utilizzato dalle Ferrovie Sud-Est, dotato di un altro sistema frenante. La società, dunque, non avrebbe vigliato sull’operato del personale e non avrebbe fornito l’adeguato livello di aggiornamento professionale.

Si tratta, ovviamente, di una parte dell’inchiesta. Sull’incidente, in cui rimasero ferite una ventina di persone, per fortuna tutte in modo non grave, la Procura di Lecce ha aperto un fascicolo, affidando a un consulente il compito di analizzare i dati dei due treni e ricostruire le cause dello scontro. Da circa un anno la motrice si trova sotto sequestro all'interno della stazione di San Cesario, su un binario morto, come un treno fantasma. Il macchinista, sentito da tutti gli organi competenti, ha già fornito la propria versione dei fatti, ritenuta però poco congrua dagli ispettori. Sarà la magistratura ad accertare se si sia trattato davvero di un errore umano e quali siano le eventualità responsabilità delle Ferrovie Sud-Est.

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