Incolpa una dottoressa della fine della sua relazione e la tormenta: “Sarai sbranata senza pietà”

Ha chiesto e ottenuto di essere giudicata col rito abbreviato, la 49enne di Lizzanello accusata di aver molestato con centinaia di telefonate ed sms di minacce una professionista dell’ospedale di Gallipoli. Ammessa la perizia psichiatrica

LIZZANELLO - L’avrebbe ritenuta responsabile della fine della relazione col suo uomo e per questo l’avrebbe tormentata ogni giorno con centinaia di telefonate anonime anche sul posto di lavoro ed sms dal contenuto minaccioso e ingiurioso, utilizzando anche facebook come tramite per offenderla e dare sfogo alla rabbia. Di questo, di stalking, ne risponderà a processo E.G., 49 anni di Lizzanello, che durante l’udienza preliminare ha chiesto e ottenuto di essere giudicata col rito abbreviato.

L’istanza è stata accolta nei giorni scorsi dal giudice Cinzia Vergine che ha affidato alla psichiatra Paola Calò il compito di svolgere una perizia psichiatrica, sollecitata dall’avvocato difensore Fulvio Pedone, per accertare la capacità di intendere e di volere e di stare in giudizio dell’imputata.

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Secondo l’inchiesta, vittima delle angherie per otto mesi (dal giugno 2018 al gennaio 2019) sarebbe stata una dottoressa dell’ospedale di Gallipoli (assistita dall’avvocato Pompeo Demitri): avrebbe ricevuto dall’augurio di passare il resto dei suoi giorni in un letto di ospedale come un vegetale alle minacce di essere fatta a pezzi, di essere “sbranata senza pietà”, e ancora di ricevere coltellate in faccia e al cuore. I messaggi e i tabulati telefonici prodotti dalla malcapitata (che solo tra il 15 giugno e il 5 luglio 2018 fu contattata per oltre mille volte) convinsero il giudice Alcide Maritati a emettere (il 7 febbraio 2019) un decreto di divieto di avvicinamento nei riguardi della 49enne che, interrogata, provò a respingere le accuse.

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