Cronaca

Dalla parte del dottor Minelli. I pazienti dell’ex Imid raccontano il loro inferno

A distanza di venti giorni dall'incontro precedente si sono ritrovati alcuni pazienti dello specialista sospeso fino a metà luglio dall'Ordine nazionale dei medici e già responsabile del centro per la cura delle malattie rare chiuso da un anno

LECCE – Si sono ritrovati, a distanza di giorni, nello stesso luogo che li aveva accolti, la sala conferenza dell’Hotel Patria. I pazienti dell’immunologo Mauro Minelli si sentono abbandonati e umiliati dalle decisioni di una burocrazia medica che, dicono, per accanirsi contro il professionista, ignora la esigenze dei suoi assistiti.

Sono confluiti per la maggior parte dalla provincia di Lecce, ma anche da altre zone della Puglia e qualcuno da fuori regione. In un paio, uno dopo l’altro, prendono la parola e raccontano della loro condizione di rabbia e smarrimento dopo la sospensione di un mese decretata dall’Ordine nazionale dei medici dove è stato discusso il ricorso presentato dall’avvocato Luigi Rella contro la decisione assunta in via definitiva dall’Ordine di Lecce un anno addietro. Praticamente subito dopo la chiusura del centro Imid di Campi Salentina, struttura che non aveva i requisiti per fornire determinate prestazioni, a sua volta avvenuta a breve distanza dalle dimissioni di Minelli quale direttore del centro, a seguito dell’avviso di garanzia ricevuto nell’inchiesta che lo vede indagato per peculato, abuso d’ufficio e truffa.

L’immunologo ha comunque continuato a seguire i suoi pazienti in due strutture private dove ricomincerà a ricevere a partire dal 17 luglio. Non sono entrati nel merito della vicenda in quella che è stata una sorta di assemblea autoconvocata, sebbene il coordinamento dell’avvocato Francesco D’Agata dello sportello dei diritti, ma hanno rivendicato il diritto di essere curati dal medico che, solo in Italia, è riuscito a garantire loro una diagnosi più precisa  - non a caso sono affetti da quelle che vengono definite malattie rare -, cure più efficaci e in buona sostanza un miglioramento tangibile della qualità della vita.

Una madre di famiglia ha raccontato l’inferno che sta attraversando da quando il centro è stato chiuso. In quello stesso giorno, a fine luglio, l’Imid è stato chiuso. Per il 16 giugno aveva invece prenotato una visita confimid-2medica, ma proprio allora è scattata la sospensione. Le sue condizioni di salute sono peggiorate e il rischio di tornare indietro di 10 anni, quando per la prima volta conobbe Minelli, lo avverte in tutta la sua pesantezza: “Non riesco nemmeno a infilare la maglietta a mia figlia”, fa presente con la voce rotta dalla commozione. Grazie al programma terapeutico approntato dal medico era tornata a sentirsi padrona del suo corpo con la vitalità che aveva prima di ammalarsi.

La sospensione sancita dall’Ordine mette un punto fermo alla questione deontologica mentre sul piano penale sarà il prosieguo dell’iter giudiziario a stabilire eventuali responsabilità. Ma che Minelli sia un medico stimato dai suoi pazienti è un dato oggettivo: uomini e donne che asseriscono di essere stati penalizzati da diagnosi sbagliate o approssimative da parte di altri specialisti, oppure intossicati da farmaci che nulla avevano a che fare con le patologie poi individuate dall’immunologo. 

Intanto - ha sottolineato D'Agata - nessuno nel sistema sanitario si fa carico di quei pazienti che il loro punto di riferimento e la loro ragione di speranza l'avevano trovata in un professionista che, al netto delle sue eventuali colpe, ha dimostrato di essere il miglior medico a disposizione.

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