Incremento di volumi in sopraelevazione: non serve l'assenso dei condomini

Il Consiglio di Stato ha confermato l'orientamento del Tar Puglia, sezione di Lecce. Le condizioni da rispettare sono il rispetto della staticità dell'edificio e del decoro architettonico

Piazza Mazzini, Lecce.

LECCE – Il Consiglio di Stato ha messo fine a un contenzioso di “vita condominiale” con una sentenza che può riverberarsi positivamente anche sull’attività edilizia.

Il titolare di un locale commericiale di un edificio formato da piano terra e primo piano (originariamente tutto di proprietà della sua famiglia), sito nei pressi di piazza Mazzini, aveva infatti impugnato il permesso di costruire rilasciato dal Comune di Lecce al residente al primo piano, intenzionato a edificare in sopraelevazione sulla propria abitazione usufruendo dell’incremento volumetrico previsto dal Piano Casa. Il permesso era stato rilasciato dall'amministrazione, fatti salvi i diritti dei terzi.

Il ricorrente riteneva che fosse necessario il suo consenso perché l’ampliamento, incidendo su parti comuni dell’edificio (le fondamenta e i muri perimetrali), avrebbe dato luogo a nuove parti da considerarsi comuni e non di proprietà esclusiva: il fatto di non essere stato interpellato avrebbe inficiato, quindi, tutto il procedimento istruttorio. Il Tar Puglia, sezione di Lecce, ha però ritenuto legittimo il provvedimento che ne è scaturito e così la vicenda è finita davanti ai giudici del Consiglio di Stato che hanno confermato l’orientamento maturato nel primo grado, accogliendo le argomentazioni dell’avvocato Pietro Quinto in rappresentanza dell’autore della sopraelevazione (per il Comune di Lecce l’avvocato Laura Astuto).

È stato riconosciuto che il diritto di sopraelevazione non è subordinato al consenso dei condomini (sarebbe macchinoso, per esempio nei condomini di grandi dimensioni ottenere il via libera da ogni singolo residente), ma al rispetto di due condizioni, accertate dei tecnici comunali: la compatibilità tra incremento del carico volumetrico e la staticità dell’edificio e il rispetto del decoro architettonico dello stesso. Inoltre è stato precisato che il diritto dei terzi viene soddisfatto con la corresponsione di una indennità.

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