Cronaca

Intrecci mafia e politica, chiuse le indagini: 24 i nomi nel registro

Il procuratore aggiunto, Antonio De Donno, cura l'inchiesta sul clan di Parabita, a capo del quale ci sarebbe Marco Antonio Giannelli, il figlio 32enne del boss Luigi

Al centro il procuratore aggiunto, Antonio De Donno.

LECCE - La Procura di Lecce tira le somme nell'inchiesta “Coltura” svolta dai carabinieri del Ros (Raggruppamento operativo speciale) che lo scorso dicembre inflisse un duro colpo al sodalizio criminale di Parabita capeggiato, secondo l'accusa, da Marco Antonio Giannelli.

Il nome del 32enne, figlio dell'ergastolano Luigi, boss storico della Sacra Corona Unita, è il primo dei 24 contenuti nell'avviso di conclusione delle indagini che porta la firma del procuratore aggiunto Antonio De Donno. E, tra questi, spicca quello di  Giuseppe Provenzano, 53 anni, che al momento dell'arresto ricopriva la carica di vicesindaco di Parabita e, all'epoca dei fatti, quella di assessore comunale con delega ai servizi sociali. E’ accusato di concorso esterno in associazione mafiosa perché avrebbe versato soldi al clan specializzato nel traffico, nello spaccio di droga e nelle estorsioni, e si sarebbe interessato all'assunzione di alcuni sodali o dei loro familiari come operatori ecologici nella ditta che gestisce il servizio a Parabita per essere sostenuto alle elezioni amministrative del maggio 2015.

L'avviso ha raggiunto anche l’infermiere dell’Asl di Lecce Lorenzo Mazzotta, 45 anni, di Collepasso che, un anno fa, nelle vesti di responsabile dell’ambulatorio del “paziente stomizzato” presso la struttura del vecchio ospedale “Vito Fazzi” di Lecce (dove hanno sede anche il Sert e il relativo laboratorio analisi) si sarebbe impegnato per far riottenere a Marco Giannelli la patente di guida, sostituendo campioni di urina per la somma di mille euro, parte della quale sarebbe servita a remunerare un altro dipendente pubblico corrotto.

Gli altri indagati sono: il titolare di una ditta di pompe funebri Pasquale Aluisi, 53 anni, di Parabita; Fernando Cataldi, 26 anni, di Collepasso; Cristiano Cera, 25, di Ugento; Vincenzo Costa, 52, di Matino; Claudio Donadei, 43, di Parabita; Leonardo Donadei, 50, di Parabita; Antonio Fattizzo, 38, di Parabita; Antonio Luigi Fattizzo, 20, di Parabita; Federico Fracasso, 30, di Parabita; Adriano Giannelli, 40, di Parabita; l'albanese Besar Kurtalija, 29 anni, di Parabita; Donato Mercuri, 52, di Parabita; Fernando Mercuri, 53, di Parabita; Orazio Mercuri, 46, di Parabita; Cosimo Paglialonga, 61, di Collepasso; Giovanni Picciolo, 34, di Collepasso; Alessandro Prete, 35, di Casarano; Marco Seclì, 31, di Parabita; l'albanese Saimir Sejdini, 25, residente a Taviano; Matteo Toma, 37, di Parabita; Mauro Ungaro, 33, di Taurisano.

I difensori sono Luca Laterza, Elvia Belmonte, Mariangela Calò, Luigi e Alberto Corvaglia, Michelangelo Gorgoni, Gabriella Mastrolia, Francesco Fasano, Maria Greco, Vincenzo Blandolino, Piero Ripa, David Alemanno, Elisa Secli, Luigi Suez, Francesco Piro, Gabriele Valentini, Vincenzo e Antonio Venneri, Walter Zappatore, Stefano Palma, Biagio Palamà, Francesco Maria De Giorgi, Alberto Paperi, Walter Zappatore ed Emanuele Romano. 

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