Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Omicidio, una trappola per Bianco: un solo colpo, nessun segno di lotta. Due indagati

Antonio Gabrieli, 53enne e Antonio Zacheo di 27 anni, entrambi di Martano, sono indagati per l'omicidio dell'imprenditore 41enne, ritrovato carbonizzato nelle campagne. Il medico legale ha svolto l'autopsia. L'uomo ucciso con un solo colpo alla testa. Non ci sono segni di colluttazione, forse non sospettava nulla

Il ritrovamento del cadavere di Bianco.

LECCE – La sua Nissan Micra era già finita sotto sequestro poche ore dopo il ritrovamento del cadavere di Massimo Bianco, il 41enne di Martano freddato con un colpo d'arma alla testa e poi bruciato nelle campagne al confine tra il comune grico, Carpignano Salentino e Borgagne di Melendugno. Ora il proprietario del veicolo, Antonio Gabrieli, 53enne del posto è indagato assieme ad Antonio Zacheo, martanese di 27 anni, per l'omicidio dell'imprenditore.

Gabrieli lavora per una ditta specializzata nel commercio di materiale edile di cui il 41enne ucciso era socio con l’altro indagato, Zacheo. Ai due è stato notificato l’atto di conferimento di incarico dell’autopsia, che è stata eseguita a partire dalla tarda mattinata presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dal medico legale Roberto Vaglio, e che s’è protratta fino al pomeriggio.

Un atto dovuto che il procuratore aggiunto della Dda di Lecce, Antonio De Donno ha ritenuto indispensabile anche a tutela dei due indagati, i quali sarebbero state le ultime persone entrate in contatto con la vittima dell’omicidio e che potranno ora incaricare i propri avvocati nella nomina di un consulente.

Gabrieli è difeso dagli avvocati Francesco Protopapa e Alessandro Stomeo, Zacheo dall’avvocato Dimitry Conte. Gabrili, in particolare, ha spiegato di essere un camionista che lavora all’occorrenza alle dipendenze di Zacheo, ed ha smentito in quattro interrogatori di fila rapporti di fatto o formali con Bianco. Sostiene di aver trascorso con Zacheo e con Bianco una parte della mattinata, fino a che non lo hanno accompagnato in una località, per un presunto appuntamento. I due coindagati avrebbero poi continuato a stare insieme fino al pomeriggio.

Massimo Bianco, dunque, potrebbe essere stato accompagnato sul luogo dell’esecuzione a bordo della Nissan appartenente a Gabrieli, alcuni attimi  prima di morire. A partire da giovedì scorso, la moglie aveva denunciato la scomparsa dell'imprenditore.

Quest’ultimo, nel mese di ottobre del 2010, fu sottoposto agli obblighi di sorveglianza speciale per alcuni precedenti. Fu arrestato con l’accusa di concorso in estorsione e usura aggravata per aver  imposto ad un imprenditore neretino, assieme al fratello Marco, la restituzione di un prestito precedentemente ottenuto, a tassi esorbitanti.

Nella notte a cavallo tra sabato e domenica, i carabinieri della compagnia di Maglie, coordinati dal maggiore Andrea Azzolini, e del nucleo investigativo di Lecce, comandati dal capitano Biago Marro, hanno ascoltato una decina di persone, anche più volte, accompagnando in caserma amici, conoscenti ed ex colleghi del 41enne, cercando di aprire il primo varco nell’oscurità totale. Ma la pista investigativa legata ai vecchi precedenti di Bianco sembra aver subito una brusca virata da parte degli inquirenti, i quali hanno ora acceso i riflettori sul panorama lavorativo della vittima, per cercare di individuare al più presto movente e retroscena dell’efferato episodio. Pur nell'assenza di tasselli importanti. Ad esempio, manca ancora all'appello il calibro dell'arma. Non sono stati recuperati bossoli. Però, il tipo di foro potrebbe suggerire un calibro 9. 

Intanto, l’autopsia ha messo in luce qualche elemento importante per le indagini. Da un lato, ha certificato quanto già si era compreso fin dalle prime battute, ovvero che Bianco sia stato ucciso con un singolo colpo di pistola alla testa, che ha trapassato il cranio da destra verso sinistra. Soprattutto, però, ha svelato che non ci sarebbe stata una colluttazione. L’assenza di chiari segni che indichino una lotta (graffi o escoriazioni, ma va comunque considerato che il corpo era in parte bruciato) potrebbe significare che tutto è avvenuto così rapidamente, che l’uomo non ha compreso, se non quando è stata estratta la pistola, cosa stesse per accadere. Bianco potrebbe quindi essere caduto in una trappola mortale senza veramente sospettare di nulla. 

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