Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Cartelle Equitalia, indagati sindaco di Brindisi e commercialista leccese

Il professionista salentino è Massimo Vergara. Gli altri sotto inchiesta sono l'ex dirigente della filiale brindisina della società di riscossione e il capo dello staff di Consales. Alla base vi sarebbero rate versate per un debito senza rispettare le norme antiriciclaggio

Il sindaco Consales (foto da Brindisireport.it).

BRINDISI – Il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, il capo del suo staff, Cosimo Saracino, il commercialista di Lecce, Massimo Vergara e l'ex direttore dell'agenzia di Brindisi di Equitalia, Giuseppe Puzzovio, hanno ricevuto quest’oggi avvisi di garanzia nell’ambito di un’indagine condotta dalla Digos del capoluogo messapico.  

A Palazzo di Città gli investigatori si sono presentati con un decreto di perquisizione e sequestro di atti. Consales, che è a capo dell’amministrazione comunale dal maggio del 2012, secondo quanto riferisce l’Ansa, risponde in concorso con gli altri di riciclaggio, abuso d'ufficio e ricettazione.

L'ex direttore dell'agenzia di Brindisi di Equitalia (ora a Bari) è indagato anche per concussione. E, a proposito della società di riscossione crediti, in una nota diramata nel pomeriggio, ha spiegato che “in merito all’inchiesta della magistratura di Brindisi che vede interessato, tra gli altri, anche l’ex direttore della sede locale di Equitalia, si precisa che sono state attivate le procedure per allontanare in via cautelativa il dipendente dal servizio” e che “ha dato mandato ai propri legali di costituirsi persona offesa nel procedimento penale”. 

Stando alle ipotesi investigative, Puzzovio avrebbe fatto pressioni sui dipendenti per compiere irregolarità a favore di Consales, il quale avrebbe maturato un debito da 300mila euro con Equitalia prima della sua elezione, nel momento in cui era rappresentante legale di una società. 

In seguito, secondo quanto riporta sempre l’Ansa, il sindaco avrebbe concordato una rateizzazione del debito, ma per i magistrati avrebbe servendosi del suo proprio ruolo istituzionale. Al momento le quote superiori ai mille euro sarebbero state versate in contanti, per un totale di 20mila euro, in rate mensili. Tutto questo, in violazione delle norme antiriciclaggio sulla tracciabilità. Sul resto della somma da versare gli accertamenti, con il coordinamento dei pm Giuseppe De Nozza e Savina Toscani, sono al momento in corso. 

Tutto sarebbe nato da un'altra inchiesta sulla società di comunicazione News Sas, della quale Consales possedeva in passato quote e per cui è già sotto inchiesta per abuso d’ufficio. I pm, riporta l’Ansa, sono partiti dagli accertameti su eventuali irregolarità nell'affidamento dal parte del Consiglio del servizio di comunicazione istituzionale e di rassegna stampa alla sua società. Dal canto suo, il sindaco di Brindisi s’è detto sereno e fiducioso del lavoro della magistratura. 

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