Indagine sulla nomina del direttore di Cardiochirurgia al "Fazzi", sequestrati gli atti

Finisce sotto la lente della magistratura l’iter adottato per la nomina del direttore del reparto di Cardiochirurgia. Gli uomini della sezione di polizia giudiziaria della guardia di finanza hanno eseguito un decreto di sequestro

LECCE – Finisce sotto la lente della magistratura l’iter adottato per la nomina del direttore del reparto di Cardiochirurgia dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Un’inchiesta delicata e complessa affidata agli uomini della sezione di polizia giudiziaria della guardia di finanza di Lecce, guidati dal colonnello Francesco Mazzotta.

Le fiamme gialle hanno eseguito un decreto di sequestro emesso dal pubblico ministero Elsa Valeria Mignone, e proceduto all’acquisizione della delibera di nomina del direttore del reparto di Cardiochirurgia e di tutta la documentazione presentata dagli aspiranti ai fini della valutazione della nomina.

Si tratta dei medici Giovanni Casali (cardiochirurgo con coordinamento dell’emergenza cardiochirurgica dell’Azienda Ospedaliera “San Camillo Forlanini” di Roma), Giampiero Esposito (responsabile dell’unità operativa di Cardiochirurgia presso l’Humanitas-Gavazzeni di Bergamo) e Gabriele Giunti (del reparto di Cardiochirurgia dell'Ospedale Careggi di Firenze).

I tre nominativi erano stati scelti a dicembre del 2014 da una commissione presieduta  da Ottavio Narracci (all’epoca direttore sanitario della Asl di Lecce) e dai componenti Lucia Torraca (primario di Cardiochirurgia dell’Aou “Ospedali Riuniti” Ancona) e da Francesco Patanè (primario di Cardiochirurgia dell’Ao “Ospedali Riuniti Papardo-Piemonte” Messina). In seguito era stato il direttore generale dell’Asl Silvana Melli, secondo prassi, a nominare con una delibera il neo primario: Giovanni Casali.

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Sarà ora l’indagine condotta dal colonello Mazzotta e coordinata dalla magistratura, dopo l’esposto presentato da uno dei candidati esclusi, a stabilire se la procedura sia stata corretta. Il fascicolo è stato aperto a carico di ignoti con le ipotesi di reato di falso e abuso d’ufficio. Tutta la documentazione sequestrata sarà analizzata e sottoposta a riscontri.

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