Cronaca

Prendono di mira azienda, studio medico e una macchinetta. Identificati in tre

Un 20enne e un 19enne di Leverano sono stati ritenuti dai carabinieri della stazione locale gli autori di tre colpi, uno dei quali sfumato, ai danni del palazzetto dello sport, di un professionista e di una ditta agricola. Il terzo è irreperibile

I carabinieri di Leverano.

LEVERANO - Nella giornata di ieri, i carabinieri di Leverano hanno eseguito una misura cautelare di obbligo di dimora nei confronti di due individui del posto. Si tratta di Z.M., 20enne, noto alle forze dell’ordine, e V.M, 19enne, incensurato. Un terzo leveranese, destinatario della stessa misura, al momento risulta irreperibile, forse si trova in Svizzera.

Tutti e tre sono stati giudicati responsabili, in concorso, del tentato furto delle monete contenute nelle macchinette di alimenti e bevande collocate all’interno del palazzetto dello sport di Leverano. Il tentativo è avvenuto nella notte del 22 ottobre scorso: dopo aver forzato la porta d’ingresso, i tre hanno manomesso anche le macchinette. Ma non vi hanno trovato nulla poiché erano state da poco svuotate dai gestori.

Z.M. è ritenuto responsabile anche del tentato furto – sfumato grazie a un automobilista di passaggio, ai danno di uno studio medico leveranese la notte del 7 dicembre. Il giovane, in quell’occasione, ruppe la serratura e il vetro del portone d’ingresso. Sempre il 20enne, assieme al terzo complice al momento  irreperibile, si sono ritenuti gli autori, in concorso, del furto per perpetrato la notte del 2 febbraio, a Leverano, presso una azienda agricola.

Dopo aver scavalcato la recinzione i due riuscirono ad impossessarsi del denaro contenuto nelle macchinette di alimenti e bevande dopo averle forzate. I tre eventi delittuosi sono stati ricostruiti grazie alle indagini effettuate dalla Stazione di Leverano che si è avvalsa, tra il resto, delle telecamere installate lungo le vie del comune. L’ordinanza è stata firmata dal gip del Tribunale di Lecce, Carlo Cazzella, su richiesta del pm Paola Guglielmi.

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