Tangenti nelle Grandi opere, perquisizioni per due dirigenti salentini: uno è indagato

Ispezioni del Ros anche nelle abitazioni in provincia di Lecce, nell'ambito dell'inchiesta avviata dalla Procura di Firenze e ribattezzata "Sistema". Si tratta delle case di due dirigenti delle Ferrovie Sud Est, uno dei quali iscritto nel registro degli indagati

La conferenza dopo l'operazione "Sistema" (FirenzeToday)

LECCE  - Tra i 47 indagati per tangenti, nell’ambito dell’inchiesta su Nodo Tav e grandi opere, aperta dalla Procura della Repubblica di Firenze, ci sarebbe anche un dirigente salentino delle Ferrovie Sud Est. La sua abitazione, in provincia di Lecce, è stata infatti sottoposta a perquisizione assieme all’appartamento di un altro funzionario del Tacco, che non risulta però indagato e a un terzo di Taranto.

Le verifiche sono state effettuate dai carabinieri del Ros di Lecce, il Reparto operativo speciale, guidato dal colonnello Paolo Vincenzoni. Sono un centinaio le ispezioni scattate in tutto lo Stivale da parte dei militari dell’Arma e del personale delle Agenzie delle entrate: in particolare, nelle province di Firenze, Roma, Milano, Bologna, Genova, Torino, Padova, Brescia, Perugia, Bari, Modena Ravenna, Crotone e Olbia. 

Al termine di una prima tranche dell’indagine, ribattezzata “Sistema”, sono anche scattate le manette per quattro persone, accusate a vario titolo di corruzione, induzione indebita, turbata libertà degli incanti e altri reati contro la pubblica amministrazione. Tra gli arrestati, anche Ettore Incalza, ex capo della Struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per sette governi.  Gli altri sono i due imprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo e il collaboratore di Incalza, Sandro Pacella.

Tra gli uffici interessati dagli accertamenti, proprio quelli di struttura di missione presso il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, della Rete Ferroviaria Italiana spa, Anas International Enterprises, Ferrovie del Sud Est srl, Consorzio Autostrada Civitavecchia- Orte- Mestre, dell’autostrada regionale Cispadana spa e dell’Autorità portuale Nord Sardegna. 

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Gli indagati, questa l’ipotesi, nonostante si sarebbero dovuti muovere nell’interesse della pubblica amministrazione, avrebbero approfittato degli appalti per trarre profitti personali. L’indagine è stata avviata nel 2013, per scavare su una presunta gestione illecita degli appalti per la realizzazione del Nodo Tav. Un intervento che rientra nelle cosiddette Grandi opere.

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