Cronaca

Indagini della Procura, ultima speranza degli operai ex Bat

I lavoratori della ex manifattura, confluiti in tre aziende e finiti in mobilità o cassa integrazione, hanno organizzato un sit-in per sostenere le indagini aperte dai magistrati sul processo di riconversione del sito. “Le istituzioni e le parti sociali ci hanno abbandonati”

LECCE – L’ultima speranza di ottenere un minimo di giustizia nella dolorosa vertenza Bat è riposta nell’indagine aperta dalla procura della Repubblica. I magistrati di Lecce, da un mese a questa parte, hanno acceso un faro sul percorso di riconversione della ex manifattura tabacchi, abbandonata al suo destino dal colosso British american tobacco, formulando l’ipotesi di una vera e propria truffa.

L’impulso alle indagini è partito dagli stessi operai che, qualche mese addietro, hanno presentato un esposto  dettagliato alle autorità competenti. Ed oggi sono tornati a farsi sentire in viale De Pietro, proprio davanti alla sede della procura locale, per attestare vicinanza, solidarietà ai magistrati e piena fiducia nel corso della giustizia.

Non che ai lavoratori sia rimasto molto in cui credere o sperare. Dopo aver subito, infatti, lo smacco di assunzioni e licenziamenti in tempi record nelle nuove aziende subentrate nel sito produttivo di Lecce (in virtù degli accordi firmati a Roma nel dicembre 2010), gli operai si sono dovuti scontrare con la presunta inerzia della classe dirigente. E delle parti sociali.

La delusione per gli esiti a dir poco fallimentari di quell’intesa firmata presso il Mise, che mirava a salvaguardare i livelli occupazionali destinando la manifattura a produzioni di altro tipo, brucia ora più che mai. A cinque anni di distanza. E la rabbia degli ex operai non sembra destinata a placarsi nel prossimo futuro.

Tutti i soggetti coinvolti nel percorso di riconversione sarebbero, a loro dire, complici del “vergognoso fallimento”. Responsabili diretti e indiretti (perché complici nel silenzio) di una presunta truffa perseguita ai  danni degli operai e che ha inferto un duro colpo all’economia salentina. “Tutti ci hanno tradito, le istituzioni ci hanno abbandonato. Ci hanno presi in giro programmando tavoli a Roma per fare il punto della situazione che puntualmente sono saltati”, spiegano le persone presenti al sit-in odierno.

Una trentina di lavoratori in tutto, divisi tra le tre aziende selezionate da Bat per subentrare nella manifattura (Ip Korus, Iacobucci, Hds) ed ereditare quella forza lavoro che invece, poco alla volta, è finita in mezzo ad una strada. Appesa al sottilissimo filo degli ammortizzatori sociali in via di esaurimento.

IMG_20150202_113238_1-2Cosa sia accaduto in questi anni lo spiegano i diretti interessati. “Gli imprenditori hanno assunto la nuova forza lavoro triplicando i propri organici, senza però possedere un solido piano industriale che giustificasse tutta quella manodopera – spiega un operaio, Sandro Ciccarese -. In altre parole, le aziende erano sprovviste di commesse sufficienti: eppure hanno intascato gli incentivi previsti dalla riconversione. Hanno preso soldi senza garantire delle concrete prospettive occupazionali e hanno dato fondo agli ammortizzatori sociali”.

Un collega, Giovanni Tarantino, ricorda eventi gravissimi che (a suo dire), sarebbero legati a questo caos: “Questa riconversione è stata macabra: c’è gente che si è ammazzata dopo aver perso il posto di lavoro”. I primi ad essere rimasti a bocca asciutta sono stati 22 operai Hds, licenziati e mai ricollocati. Altri 30 colleghi, confluiti in Ip Korus, dal 1° gennaio sono entrati in mobilità. Un centinaio di persone assorbite da Iacobucci stanno ancora usufruendo della cassa straordinaria.

E i sindacati? Che ruolo avrebbero giocato in questa clamorosa debacle? “Non hanno fatto nulla, neppure oggi sono intervenuti al nostro sit-in”, spiegano i lavoratori. Le prime organizzazioni sociali finite sul banco degli imputati sono le categorie degli alimentaristi, firmatarie degli accordi del 2010. Ma i colleghi subentrati nella trattativa non avrebbero brillato per iniziative. Forse, sospettano gli ex Bat, “hanno fatto finta di non vedere quello che stava succedendo e, a loro volta, se ne sono lavati le mani”.

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