Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Agguato al blindato in strada, indagini fra polemiche e proposte

Sull'efferato episodio si sono espressi il segretario nazionale del Savip, Vincenzo del Vicario, e il consigliere Antonio Buccoliero. Per entrambi urgono provvedimenti normativi per scoraggiare il commercio di armi

Il furgone blindato crivellato dai colpi

LECCE  - Le indagini sull'assalto al blindato della "Sveviapol" proseguono, incessantemente,  da oltre 24 ore. Condotte dai carabinieri del nucleo investigativo leccese e dagli agenti di polizia della squadra mobile, sono convogliate in un fascicolo, aperto dal pubblico ministero della procura della Repubblica di Lecce, Giuseppe Capoccia, componente del pool impegnato nella lotta alla criminalità organizzata.

Il filo, ancora sottile e aggrovigliato, dell'attività investigativa si potrebbe estendere fino al nord della Puglia, coinvolgendo la Daunia e alcune province extraregionali confinanti, considerando che le due Bmw sono state rubate nel foggiano. Al vaglio degli inquirenti, infatti, la possibilità che i malviventi - gli stessi che nella giornata di mercoledì hanno pianificato la rapina al portavalori, nei pressi della zona industriale di Cavallino, sulla strada statale 16 - potrebbero aver fatto leva su basisti locali,  ma godendo de laissez-faire della malavita locale.

Sono numerosi gli indizi sviscerati dagli investigatori, nel corso delle ultime ore: le targhe e i luoghi dei veicoli rubati, in primis, oltre alle fasi e alla modalità con le quali ha agito il commando, armato di kalashnikov.

Solo negli ultimi dieci anni, 40 vigilantes sono stati uccisi. L'ultimo efferato avvenimento si è registrato a Roma, nel mese di ottobre. L'Inail, inoltre, ha contato 3mila e 845 incidenti in servizio, di cui sette si sono rivelati mortali. Ancora più emblematico lo scenario pugliese: a partire dal 2000, durante i numerosi agguati, sono stati rubati contanti per oltre 8 milioni e 900 mila euro. Nelle rapine sventate, sono stati invece recuperati 2 milioni e 50 mila euro. Il dato sconcertante, riguarda anche un altro aspetto: negli assalti sulle vie della Puglia, infatti, i componenti delle bande armate hanno sottratto ben 61 pistole alle vittime, poi riutilizzate con ogni probabilità in ulteriori azioni criminali.

Una delle soluzioni possibili è stata già adottata in alcune regioni d'Italia, specie in Sardegna, visto l'alto numero di fatti simili, dove  le guardie giurate sono state dotate di una speciale valigetta, denominata Hds, un acronimo che sta ad indicare l'High deterrent system. Grazie ad un meccanismo a tempo e alla necessità di essere aperto con l'utilizzo di almeno due chiavi, il contenitore può essere privato dei sigilli soltanto dal responsabile di un istituto di credito o dell'ufficio postale a cui è destinato il denaro. Nel caso in cui scatta l'allarme, invece, un sistema a inchiostro indelebile si sparge immediatamente sulle banconote, rendendole inutilizzabili.

Intanto, voci di protesta si sono levate dal mondo della politica e dei sindacati. Preoccupato degli evidenti limiti nella sicurezza di questo lavoro, anche il portavoce nazionale dell'organizzazione sindacale Savip, che tutela il personale degli istituti di vigilanza privata, Vincenzo del Vicario. Ha denunciato la propria apprensione, davanti a due episodi analoghi accaduti, nella stessa giornata, a Lecce, e a San Michele all'Adige, in provincia di Trento. "La situazione deve essere meglio valutata dal ministero dell'Interno e dal dipartimento di Pubblica sicurezza", ha dichiarato.

L'esponente del sindacato si definisce stanco "dell'immobilismo istituzionale. Anche la magistratura deve essere più severa con questi criminali. L'ordinaria disponibilità sul mercato civile di armi d'assalto e soprattutto dei loro munizionamenti tipo guerra, ulteriormente facilitata dalle folli liberalizzazioni in materia di armi ottenute, in articulo mortis, dall'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni, la chiusura di molte filiali della Banca d'Italia e la mancanza di qualsiasi efficace coordinamento e controllo sui trasporti dei valori e sulle imprese di settore sono tra i fattori che maggiormente incidono nel dilagare del fenomeno.

"Concordiamo con il sottosegretario Mantovano sull'esigenza che sia predisposto un piano regionale di sicurezza dei trasporti dei valori, ma ricordiamo che le scelte disorganizzate e iperliberiste in materia  sono certo non imputabili al prefetto,   bensì al governo di cui lui ha fatto parte fino a ieri. Suggeriamo il ricorso a moderni carri ferroviari blindati, muniti di adeguate contromisure elettroniche e sistemi di protezione del carico", ha concluso.

 "Non è concepibile rimanere inermi di fronte all'ennesimo tentativo di eccidio delle guardie particolari giurate che svolgono attività di trasporto dei valori" , è quanto ha dichiarato, intanto, il consigliere della Regione Puglia e presidente di “Moderati e Popolari”, Antonio Buccoliero, intervenendo sull'episodio, sventato grazie al coraggio e al sangue freddo dei tre vigilantes a bordo del furgone.

"Urge modificare la legge penale – ha proseguito Buccoliero - introducendo una fattispecie di reato autonoma, che sanzioni pesantemente e che funzioni da deterrente per il futuro. Questa terra è già stata colpita duramente nel passato e non è inutile ricordare la strage della Grottella in cui persero la vita Luigi Pulli, Rodolfo Patera e Raffaele Arnesano".

L’europarlamentare del Pdl, Raffaele Baldassarre, propone a sua volta “di predisporre eventuali servizi di scorta ai blindati che trasferiscono denaro contante”. Per Baldassarre, “l’aggiunta di un mezzo di scorta separato e distinto dal furgone blindato consentirebbe un più efficace monitoraggio del campo d’azione e renderebbe estremamente improbabile un assalto in termini convenzionali o tradizionali al blindato che fino a oggi ha rappresentato in più di qualche occasione un obiettivo fin troppo facile e una preda ragionevolmente raggiungibile”.

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