Furto di mitragliatrici a San Cataldo. Spuntano impronte digitali e Dna degli autori

Svolta nelle indagini sul furto di armi e munizioni, avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 giugno nella caserma della marina leccese. Gli investigatori dell'Arma hanno rinvenuto, durante un sopralluogo, tracce utili all'identificazione dei responsabili

Uno dei reperti al vaglio degli investigatori

SAN CATALDO (Lecce) – C’è una svolta nelle indagini sul furto di armi e munizioni nella caserma del Corpo forestale dello Stato di San Cataldo.  I carabinieri delle sezioni Investigazioni scientifiche di Lecce, diretto dal luogotenente Vito Angelelli, in collaborazione con i colleghi di Bari, grazie all’impiego tecnologie di ultima generazione, sono riusciti a rintracciare le impronte digitali e i frammenti del Dna degli autori del colpo, commesso la notte tra il 13 ed il 14 luglio scorsi caserma della marina leccese.

Quella notte, infatti, dopo aver divelto la grata di una finestra, i malviventi si sono introdotti nella caserma e con l’utilizzo della fiamma ossidrica hanno aperto la cassaforte, asportando, tra le altre cose, due pistole mitragliatrici in dotazione al Corpo.

Le impronte sono state trovate sul luogo dell’accaduto, anche all’interno dell’armeria, e sono risultate idonee per le successive comparazioni e quindi per scoprire gli autori del furto. Gli accertamenti finora eseguiti hanno, infatti, stabilito che le stesse non appartengono agli agenti del Corpo forestale. Un altro elemento che potrebbe rivelare l’identità dei responsabili è costituito dalla presenza di tracce di sangue, trovate dagli investigatori sempre sulla scena del crimine, utili per estrarre il Dna da raffrontare con quello dei sospettati.

Le indagini sono nelle mani dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce, guidati dal capitano Biagio Marro, che, sotto la direzione della locale Procura della Repubblica e del pm, Massimiliano Carducci, proseguono serrate anche per recuperare le armi.m12-2

Nei primi giorni di agosto, un 34enne di Leverano è stato iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di furto e scasso. Si tratta di Antonio Arcati, sospettato di essere coinvolto in quel singolare episodio avvenuto a luglio all’interno della caserma del borgo adriatico.  Le perquisizioni hanno riguardato sia l’abitazione di Leverano dell’uomo, sia una masseria a lui in uso, in una zona di campagna in territorio di Porto Cesareo. Quelle verifiche permisero di scovare anche dieci cartucce per pistola calibro 9x21 e una Vespa Piaggio, rubata nell’aprile scorso a Porto Cesareo. L’intera refurtiva era in casa e solo il mezzo a due ruote si trovava nella masseria. Pertanto, il 34enne è stato anche accusato di detenzione illegale di munizioni e ricettazione (non vi è infatti prova che sia stato Arcati a compiere materialmente il furto della Vespa).

Il filone investigativo partì dal ritrovamento, all’inizio di agosto, di una cassetta in ferro alla periferia di Copertino, in via Vecchia Leverano. All’interno, effetti personali e vecchi distintivi degli agenti del corpo forestale dello Stato.

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Quello, tuttavia, fu soltanto l’episodio madre che inaugurò una serie di altri fatti di cronaca simili in tutta la provincia. Dal furto di carte di identità dall’Anagrafe di Lecce, a quello simile tentato nel municipio di Taviano. Poi fu la volta degli altri due gesti ancora più inquietanti: uno tra i più recenti, quello all’interno degli uffici del Comune di Parabita, eseguito con modalità analoghe. “Armati” di fiamma ossidrica, i malviventi hanno asportato documenti di identità in bianco. Ma, a destare più scalpore, nell’estate 2014, il maxi colpo messo a segno nella sede della polizia municipale di Gallipoli, in via Pavia. Soltanto pochi giorni addietro, una delle pistole sottratte dalla cassaforte divelta nella Città Bella, è stata rinvenuta addosso a un uomo, fermato a Napoli dagli agenti del commissariato di San Carlo all’Arena. L’arrestato, bloccato assieme ad altri sei individui in un blitz anticamorra, è ritenuto un esponente del clan Vastarella. Gli indizi, e le piste investigative, si stanno dunque moltiplicando. Non è escluso un colpo di scena nelle prossime settimane.

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