Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Indagini sul derby, accertamenti sui conti bancari di Pierandrea Semeraro

I carabinieri al setaccio dei conti del figlio del patron, per verificare se vi sia stato un ruolo nella presunta combine, per la quale Andrea Masiello e i suoi amici ristoratori avrebbero ricevuto 230mila euro in varie tranche

A sinistra, Pierandrea Semeraro.

 

LECCE – Continua a ritmo serrato l’indagine della Procura di Bari sul caso del derby del 15 maggio scorso, finito nell’occhio del ciclone per una presunta combine, in base alla quale l’ex difensore biancorosso Andrea Masiello, avrebbe siglato volontariamente l’autogol che sancì il 2-0 finale, deviando in rete un tiro di Jeda destinato al lato. Grazie a quella vittoria, i salentini conquistarono la matematica salvezza.

La novità di rilievo, secondo quanto riporta un’agenzia Ansa ribattuta poco prima delle 14, è che i carabinieri di Bari, su delega della Procura, avrebbero avviato accertamenti bancari sui conti di uno dei figli del patron Giovanni Semeraro, nello specifico Pierandrea, che è stato presidente nella stagione “incriminata”, 2010-2011. In sostanza, gli investigatori stanno cercando di capire se Pierandrea Semeraro abbia avuto un ruolo, nella faccenda, che vedrebbe il transito di 230mila euro dalle mani di due leccesi verso Masiello e i suoi due amici ristoratori, Gianni Carella e Fabio Giacobbe, già implicati in altre inchieste, riguardanti lo scandalo calcio scommesse.

Secondo le accuse (e per questo, Masiello, Carella e Giacobbe sono anche finiti in arresto, nei mesi scorsi, per associazione per delinquere e frode sportiva, e ora sono ai domiciliari), i soldi sarebbero stati versati in due tranche. E come si ricorderà, gli indagati principali di questo specifico filone dell’indagine, che riguarda il derby, avrebbero riconosciuto e indicato nelle foto l’imprenditore Carlo Quarta e l’avvocato Andrea Starace, nel corso degli interrogatori del 2 aprile scorso. Ancora non si sa, chiaramente, se nelle vesti di emissari o a titolo personale, ed è qui che gli inquirenti provano a dare una svolta all’inchiesta.

Sempre secondo le ricostruzioni svolte fino a questo momento e per quanto trapelato agli organi di stampa, una prima parte, consistente in 50mila euro, sarebbe stata consegnata a Masiello e Carella il 22 agosto del 2011 nel corso di un nell'hotel Tiziano, alle porte di Lecce. Qui, sarebbero dunque apparsi Quarta e Starace (che fino ad oggi hanno affidato le loro dichiarazioni a comunicati stampa, in cui hanno sempre negato il loro coinvolgimento).

Gli altri versamenti sarebbero avvenuti in diverse tranche, da 20mila euro ciascuna. In questo caso, Quarta avrebbe versato i soldi a Carella durante incontri in una stazione di servizio sulla tangenziale di Bari e poi a Masiello in una località settentrionale, dove l’attuale calciatore dell'Atalanta abitava. In tutto ciò, prima della gara, sempre secondo quanto ricostruito finora, Quarta avrebbe consegnato a Carella, nella sua abitazione di Lecce, un assegno da 300mila euro come pegno. 

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