Indebite percezioni per 300mila euro: a processo i titolari di due centri analisi

Per l’accusa, Giangrande e Di Pierro avrebbero beneficiato ingiustamente di somme per branche specialistiche provocando un danno ad Asl e Regione Puglia. I fatti dal 2010 al 2013

SQUINZANO - Sarà un processo a stabilire se è vero che due laboratori di analisi di Squinzano abbiano beneficiato, senza averne i requisiti, di somme messe a disposizione dalla Asl di Lecce e dalla Regione Puglia per le branche specialistiche, per una cifra complessiva vicina ai 300mila euro. Indebite percezioni ai danni dello Stato è il reato contestato a Domenico Di Pierro, 75 anni, e a Anna Rosa Giangrande, 70, entrambi di Squinzano. A partire dal 6 novembre i due imputati potranno difendersi davanti ai giudici della seconda sezione penale, attraverso gli avvocati Paolo Spalluto e Alberto Pepe.

La data è stata fissata in mattinata dal giudice Cinzia Vergine che ha accolto così la richiesta di rinvio a giudizio firmata dal pubblico ministero Luigi Mastroniani, al termine dell’udienza preliminare, la terza dopo un anno e mezzo perché le precedenti si erano concluse, su sollecitazione dei difensori, con il rinvio degli atti in Procura per mancato interrogatorio dei loro assistiti richiesto al termine delle indagini preliminari.

 Saranno parte civile al processo, la Asl di Lecce con l’avvocato Alfredo Cacciapaglia e il titolare di un laboratorio di analisi di Gallipoli, con l’avvocato Lorenzo Laudisa.

Secondo l’inchiesta condotta dal pubblico ministero Antonio Negro (oggi aggiunto a Brindisi), l’Azienda sanitaria, e con questa la Regione Puglia, avrebbero subito un danno avendo destinato parte del budget erogato periodicamente per le branche specialistiche ai due centri, sulla scorta di autocertificazioni dove sarebbe stato indicato un numero di sezioni superiore a quello reale. In questo modo, al laboratorio Di Pierro sarebbe stato versato l’importo di 214 mila euro (35.620 per il 2010, 60.280 per il 2011, 59.360 per il 2012 e 58.800 per il 2013) e al Giangrande, quello di 62.420 euro (15.605 euro per ogni anno dal 2010 al 2013).

Stando alle indagini, inoltre, gli imputati cercarono di beneficiare di altri importi per l’anno 2014, senza riuscirci a causa dei controlli amministrativi effettuati dal competente ufficio della Asl: 49.860 euro, Pierro, e 15.605 euro, Giangrande.

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Queste le accuse che finiranno al vaglio dei giudici e su alcune c’è già l’ombra della prescrizione.

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