Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Inferno di fuoco e fiamme nell'ex deposito "Matarrelli"

Ennesimo incendio, questa volta di vaste proporzioni, nella struttura che sorge sulla provinciale per Torre Chianca. Fiamme alte ed esplosioni di bombole hanno reso ardue le operazioni dei pompieri

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Una nube nera vista per chilometri, nonostante il buio della sera, ed il tanfo di copertoni e quant'altro ad appestare l'aria nelle campagne intorno a Lecce. L'ennesimo incendio, ancora una volta sicuramente doloso, è divampato nell'ex deposito giudiziario "Matarrelli", sulla provinciale che dal capoluogo conduce alla marina di Torre Chianca. Un rogo di dimensioni immense, che è scoppiato intorno alle 20,30 e che ha costretto i vigili del fuoco del comando provinciale di Lecce ad un lavoro straordinario per fermare le fiamme, sfidando pericolose esplosioni di bombole di acetilene. Ore di lavoro per avere ragione del fuoco, fra le carcasse delle auto rimaste lì, nonostante il deposito sia ormai dismesso da tempo e praticamente abbandonato a se stesso. Un pericolo, per la città, attenuato solo dalla distanza di alcuni chilometri dal centro abitato. Un pericolo, tanto più che di episodi di questo tipo se ne contano ormai a bizzeffe.

All'interno sono stati provocati almeno cinque incendi, negli ultimi tempi, l'ultimo dei quali solo alcune mattine addietro. Tutti di piccole dimensioni e presto sedati. Mai come questa sera, dunque, con fiamme molto alte che hanno attecchito anche sulle sterpaglie circostanti, al di fuori delle mura perimetrali. Oltretutto in pessime condizioni, tanto da favorire senza troppe difficoltà l'ingresso di estranei. Non di rado le forze dell'ordine pescano qui ladruncoli in cerca di ferraglia da rivendere. Che sia un atto di natura vandalica? Difficile stabilirlo al momento, e di certo diversi sospetti nascono, considerata l'entità del danno. Sul posto, oltre a tre squadre dei vigili del fuoco, anche polizia e carabinieri. La strada è stata chiusa al traffico per diverse ore, per motivi di sicurezza. Il deposito, oggi confiscato, apparteneva all'imprenditore Mauro Matarrelli, implicato in una vicenda di associazione mafiosa, e ritenuto vicino al gruppo di Filippo Cerfeda.

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