Cronaca Leuca / Via Francesco Camassa

Inferno di fuoco per quattro ore all'ingresso della città: lambite abitazioni e automobili

Sono andati arsi tra gli 8 e i 10 ettari di terreni e distrutti alberi fra le vie Camassa e Cicolella, con fiamme che hanno raggiunto la statale 16 Lecce-Maglie. Traffico deviato per diverso tempo, interventi di mezzi dei vigili del fuoco e della protezione civile dalle 11 fino alle 15

La carcassa di un'auto spuntata da via Camassa dopo il rogo (foto LC).

LECCE – L’immagine di una carcassa di auto ormai carbonizzata, finita in mezzo ai rovi ai margini di via Francesco Camassa chissà quando, chissà come, dice forse più di mille parole. Una volta “ripulita” la rigogliosa vegetazione spontanea, il terreno ha vomitato di tutto.

Si calcola che siano tra gli 8 e i 10 gli ettari andati in fumo. Per un intervento durato non meno di quattro ore. Con vie di entrata e uscita per Lecce paralizzate. Un incendio molto esteso, sicuramente non il più grosso che si ricordi, ma comunque fra i più pericolosi dell’anno, almeno fino a questo momento. Perché hanno rischiato di essere travolte dal cammino del fuoco, che a un certo punto sembrava inarrestabile, anche autovetture e abitazioni. E contenere la furia delle fiamme non è stato semplice.

Tutto ha avuto inizio intorno alle 11, quando la temperatura sfiorava i 35 gradi. Il rogo è iniziato, molto probabilmente, proprio in via Camassa, più nota come via Vecchia Lizzanello. Un punto alla periferia della città, ma densamente trafficato e popolato. E da lì le fiamme hanno iniziato a divorare ogni cosa al loro passaggio, distendendosi fra immensi spazi aperti e disseminati di erba incolta e divorando decine e decine di alberi.

In breve sono così arrivate a lambire palazzine, villette, uffici, specie dopo aver raggiunto via Cicolella (nei pressi del Provveditorato agli studi), formando poi una sorta di gigantesco triangolo, con vertice la congiunzione con la strada statale 16 Lecce-Maglie. E una volta giunte anche in questo punto, ben visibili accanto al guard-rail, le fiamme hanno provocato un fumo di una tale densità da mettere a serio rischio la circolazione stradale e arrivando quasi a circondare anche la stazione di carburanti Q8.

Per questo, sia via Vecchia Lizzanello, sia le due carreggiate della statale, in direzione Nord e Sud, sono state chiuse per circa un’ora e mezzo al traffico da pattuglie delle polizie stradale e locale, fino all’ingresso della città, cioè all’altezza dell’Eurospin. In tanti si sono affannati a uscire da abitazioni e luoghi di lavoro per spostare i loro veicoli, che rischiavano di essere investiti dal fuoco. Sul luogo si sono recati tre mezzi dei vigili del fuoco del comando provinciale di Lecce, con un mezzo di supporto per portare acqua, che si sono avvalsi della collaborazione degli uomini della Sea Guardians, sezione leccese di protezione civile.

L’incendio è stato domato del tutto intorno alle 15, quando la circolazione era comunque già tornata regolare. E per quanto i problemi siano stati contenuti proprio grazie alla prontezza degli operatori, ancora una volta in città si sono rischiati danni collaterali di una certa entità.

Basti pensare a quanto avvenuto nel rovente pomeriggio del 31 luglio scorso, quando un rogo, sospinto dal vento, ha oltrepassato persino l’asfalto, arrivando a bruciare alcune palme al centro della carreggiata di viale Giovanni Paolo II. Eventi del genere nascono dall’incuria, alla quale quasi sempre si unisce l’azzardo di chi si diletta ad accendere fiamme libere noncurante delle nefaste conseguenze, forse più per strafottenza che per ignoranza.

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