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Giornata contro la violenza sulle donne. Lecce “aggredisce” fenomeno col teatro

L'associazione Casa delle donne parteciperà all'iniziativa mondiale contro le discriminazioni di genere, inscenando, lunedì pomeriggio, lo spettacolo "Amor mortis". L'evento si svolgerà presso l'Open space di Piazza Sant'Oronzo, in collaborazione con Itaca Mins Fars Hus

LECCE – Anche Lecce aggredisce. La violenza sulle donne.  Lo farà nella giornata mondiale per la lotta alle discriminazioni di genere, prevista per lunedì 25 novembre. La Casa delle donne di Lecce ha, infatti, organizzato, alle 19, presso l’Open space di piazza sant’Oronzo, lo spettacolo “Amor mortis. Voci di donne tra albe e tramonti”, in collaborazione con Itaca Mins Fars Hus.

Un espediente teatrale, per raccontare un fenomeno reale. Quello della violenza sul genere femminile a cui le Nazioni Unite, sin dal dicembre 1999, hanno dedicato una data simbolica. Un percorso di descrizione e definizione della questione, avviato con la Dichiarazione di Vienna del 1993, in cui la “violenza di genere” venne per la prima volta riconosciuta e trattata.

 Ci sono periodi in cui il fenomeno sembra avere un’impennata di recrudescenza: non passa giorno senza apprendere che una donna è stata violentata, picchiata, uccisa da partner o ex partner. Ogni anno a fronte della maggiore autonomia delle donne di uscire da rapporti di coppia tossici, gli uomini reagiscono con l’inasprimento della violenza che si manifesta con atti e comportamenti persecutori, che durano a lungo nel tempo e in alcuni casi si concludono con la morte della vittima.  
 
Ad alimentare ulteriormente il disprezzo, lo sfruttamento mercificato del corpo femminile, la violenza morale e simbolica verso le donne, contribuiscono il degrado economico e morale.  In Italia non esiste un vero osservatorio nazionale sul fenomeno ed il monitoraggio viene effettuato dalle associazioni femminili. Il fenomeno della violenza maschile sulle donne emerge dal sommerso, si rivela nella sua reale dimensione grazie al fatto che sempre più donne rompono il silenzio, sono indisponibili a sopportare. Un percorso di cambiamento profondo che da almeno tre decenni ha luogo nei Centri antiviolenza, attivati per iniziativa di  gruppi ed associazioni.

“Serve – fanno sapere dalla Casa delle Donne di Lecce - snidare la cultura patriarcale che produce la violenza, incarnata nelle istituzioni, nella morale, nelle religioni, nelle tradizioni, nelle usanze familiari e comunitarie, nell'habitus mentale sedimentato dal millenario dominio maschile, per costruire una nuova convivenza basata sull'idea condivisa della libertà femminile”.  

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