Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Diritto allo studio, iniziative di Link: "Con i nuovi parametri, crollo degli idonei"

Assemblee e volantinaggi in tutta la regione. Il nuovo calcolo della situazione economica e patrimoniale ha determinato un calo netto di coloro che possono ambire ai benefici previsti. L'associazione chiede un innalzamento della soglia a 23mila euro

Una foto dell'assemblea leccese.

LECCE - Presidi, azioni, volantinaggi ed assemblee in tutta Italia per ribadire che gli studenti non intendono rinunciare al diritto allo studio, a loro dire negato dalla nuova normativa sull’attestazione della condizione economica che ha ridefinito gli indicatori di reddito e patrimoniali in una maniera giudicata iniqua. Per questo motivo, oggi, in tutta la Puglia, ci sono stati assemblee – come nel caso di Lecce - e volantinaggi.

“Abbiamo promosso questa giornata di mobilitazione perché, come abbiamo sin da subito denunciato – ha affermato Sara Ingrosso, rappresentante di Link in consiglio di amministrazione dell'azienda per il diritto allo studio - con i nuovi criteri di calcolo della situazione economica e patrimoniale moltissimi studenti hanno subito aumenti consistenti dei propri indicatori Isee e Ispe, pur avendo una situazione economica invariata. A causa di questi aumenti in Puglia si è registrato un crollo degli idonei di oltre il 30 per cento, un dato drammatico se si considera che questi studenti, che hanno perso da un giorno all’altro il diritto alla borsa di studio e posto alloggio, rischiano di dover abbandonare gli studi”.

Questo nodo, sottolineano da Link, è legato al problema strutturale della carenza di borse di studio in Italia, dovuta alla cronica insufficienza di finanziamenti, che rende ogni anno migliaia di studenti idonei non beneficiari. Quest’anno, tuttavia, il diritto allo studio risulterebbe ancora più compromesso perché “l’impatto del nuovo Isee non solo escluderà migliaia di studenti dall’accesso ai benefici, ma provocherà anche un aumento generalizzato della tassazione studentesca, contribuendo, insieme al cronico sotto-finanziamento del welfare, a rendere i luoghi della formazione sempre meno accessibili e più elitari”.

“Per questi motivi – ha dichiarato Pantaleo Sergio, coordinatore di Link Lecce - abbiamo lanciato una campagna nazionale per chiedere di rivedere i criteri economici di accesso ai bandi per il diritto allo studio, innalzando la soglia Isee a 23mila euro ed eliminando il criterio dell’Ispe; inoltre, chiediamo che in Puglia siano introdotte delle misure palliative per tutelare gli studenti che quest’anno sono stati esclusi a causa dei nuovi parametri”.

Secondo l’associazione studentesca, è necessario che gli investimenti di 7,6 milioni in diritto allo studio che la Regione Puglia ha preventivato per l’esercizio finanziario 2015 siano non solo immediatamente svincolati dal Patto di Stabilità e confermati, ma anche incrementati”.

“Contro questo ennesimo attacco al diritto allo studio – ha concluso Nunzio Nardulli, portavoce della Rete della Conoscenza Puglia - ci siamo mobilitati oggi in tutta la Regione, insieme agli studenti universitari ai quali è stato negato il diritto di proseguire il proprio percorso formativo. La nostra mobilitazione però non finisce qui, perché il 9 ottobre saremo in piazza insieme agli studenti medi per rivendicare un’istruzione gratuita ed accessibile a tutti”.

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