Scoperto da donna zelante, inseguito da agente maratoneta. E in casa mezzo chilo di “erba”

Due auto si incrociano in via Merine: una conducente riconosce la vettura rubata al marito e comunica alla polizia la sua posizione fino alla stazione di servizio sulla litoranea per San Cataldo. Da lì la fuga a piedi di un 23enne, terminata con l'arresto

LECCE – La sua sfortuna è stata quella di incappare in una donna attenta e in un poliziotto maratoneta. Caratteristiche che hanno vanificato il tentativo di un 23enne leccese, Michael Virgulto, di sottrarsi alle conseguenze delle sue azioni.

Tutto è iniziato ieri pomeriggio in via Merine quando una conducente ha avuto l’impressione di riconoscere, in un’auto incrociata casualmente, l’Alfa Romeo di colore grigio scuro rubata al marito un mese addietro. Si è messa dunque a seguirla a distanza mentre, con il telefono, comunicava alla centrale operativa della questura i propri spostamenti fino allo svincolo per la Tangenziale Est in direzione Brindisi. Imboccata l’uscita 8/B, quella per la strada provinciale 366 San Cataldo – Otranto, la cosiddetta Litoranea, l’auto sospetta si fermava infine presso la stazione di carburante Total Erg dove subito dopo è sopraggiunta una volante.

L’uomo alla guida, intanto, si era portato all’interno dell’area di servizio, nella zona adibita a bar. Resosi conto della presenza degli agenti ha tentato di nascondersi dietro un separé e, quando è stato sollecitato ad uscire allo scoperto, ha provato a scappare a piedi su viale della Cavalleria, in direzione del centro urbano. Ad inseguirlo s’è messo un poliziotto, maratoneta di livello nazionale. Nel frattempo, un altro agente, ma fuori servizio, si è trovato a transitare per quella strada: con lui, in auto, la figlia minorenne. Intuito che non si trattasse di una gara podistica, il poliziotto ha cercato di tagliare la strada al fuggitivo mettendo la propria auto di traverso. Il risultato della manovra non è stato quello sperato e l’inseguimento si è protratto per via Alberto Sordi e via Alberione dove il 23enne ha cercato rifugio in un condominio, in una strada chiusa e pedonale, trovandosi senza più via d’uscita.  Ne è seguita una breve colluttazione durante la quale l’uomo è caduto rovinosamente, frantumando il vetro del portone d’ingresso e rimediando un’escoriazione allo zigomo sinistro.

L’identificazione ha permesso di appurare che il giovane, già noto alle forze dell’ordine, era sottoposto al regime degli arresti domiciliari. Addosso gli agenti gli hanno trovato e sequestrato tre grammi e mezzo di marijuana, raccolti in un involucro di cellophane, e 915 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio, da 50 a 5 euro. I controlli sull’Alfa Romeo hanno invece accertato la corrispondenza con l’auto oggetto di una denuncia presentata il 15 aprile scorso presso la stazione dei carabinieri di San Cesario. Tangibili, del resto, i segni del furto: nottolino di accensione forzato, impianto elettrico manomesso, tappo del carburante forzato e varie rigature sulla carrozzeria.

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La perquisizione è stata poi estesa all’abitazione di Virgulto. Lì gli agenti hanno trovato, sul tavolo della sala da pranzo, una comune busta della spesa con dentro 560 grammi di marijuana. Il 23enne è stato dichiarato in arresto per il reato di detenzione a fini di spaccio di stupefacenti, evasione dagli arresti domiciliari ed indagato in stato di libertà, perché non più in flagranza, per ricettazione di autovettura, guida senza patente e resistenza a pubblico ufficiale.

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