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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca Galatina

"Insidia", atto secondo: "sconti" di pena e un'assoluzione. Confermate tre condanne

E' terminato nei giorni scorsi il processo d'appello scaturito dall'inchiesta che avrebbe attestato la rinascita del storico sodalizio della Sacra Corona Unita. In 7, inclusi i fratelli Coluccia, sono riusciti a concordare condanne più basse di quelle rimediate in primo grado, nel giudizio abbreviato

GALATINA - Si è concluso nei giorni scorsi il processo d’appello originato dall’inchiesta denominata “Insidia” che avrebbe attestato la rinascita del clan Coluccia (qui, tutti i dettagli). 

La Corte, presieduta dal giudice Domenico Toni, si è così pronunciata nei riguardi di Michele Coluccia, 64 anni, di Noha, e del fratello Antonio, di 66, accusati di aver ripreso le redini dello storico sodalizio della Scu, e altri nove imputati che avevano impugnato la sentenza emessa il 12 maggio del 2023, al termine del giudizio abbreviato, dal gup Marcello Rizzo.

Per il primo la condanna è scesa da 5 anni e 10 mesi di reclusione a 3 anni e 10 mesi (in continuazione a un’ordinanza del gip del 5 febbraio 2013), con rinvio degli atti in Procura per eventuali determinazioni in merito a un capo d’accusa di cui fu riconosciuto colpevole in primo grado senza che gli fosse stato contestato; per il secondo, da 3 anni e 10 mesi a 2 anni e 10 mesi (in continuazione a un’ordinanza del gip del 25 ottobre 2011).

Entrambi sono riusciti a concordare le pene attraverso gli avvocati difensori Francesco Vergine, Luigi Greco e Ladislao Massari.

Accolto il patteggiamento anche per altri 7 imputati, con le seguenti riduzioni di pena: da 8 anni a 5 anni e 8 mesi per Renato Puce, 45enne di Corigliano d’Otranto, in ragione del riconoscimento delle attenuanti generiche; da 8 anni a 5 anni e 8 mesi per Silvio Coluccia, 52enne di Aradeo; da 4 anni e mezzo a 3 anni e 8 mesi (in aggiunta per continuazione a una sentenza di condanna divenuta irrevocabile nel 2023) per Ali Farhangi, 61enne di origini iraniane e residente a Giorgilorio di Surbo; da 8 anni e 8 mesi a 5 anni e 10 mesi, con riduzione della libertà vigilata a un anno, per Nicola Giangreco, 54enne di Aradeo; da 10 anni a 7 anni e 8 mesi per Marco Calò, detto “Uzzaru”, 48enne di Aradeo.

Confermate invece tre condanne: 3 anni, e 8mila euro di multa, per Sergio Taurino, 57enne di Lecce; sei mesi di reclusione, col beneficio della pena sospesa, per Emanuele Apollonio, 26 anni, di Aradeo; tre anni e 4 mesi per Gerardo Dino Coluccia, 50enne di Noha.

L’unico a ottenere l’assoluzione, attraverso gli avvocati Greco e Massari, è stato Pasquale Anthoni Coluccia, 31enne di Galatina, che in primo grado era stato condannato a tre anni, più 3mila euro di multa, per un tentativo di estorsione legato alla stipula di contratti assicurativi.

Completano il pool della difesa, gli avvocati Raffaele Benfatto, Rita Ciccarese; Giancarlo Raco; Giovanni Trantino; Andrea Starace; Giancarlo Dei Lazzaretti; Alexia Pinto; Gabriele Valentini.

Nell’ambito della stessa inchiesta, coordinata dalla sostituta procuratrice Carmen Ruggiero, che il 7 febbraio del 2022 sfociò in 15 arresti, fu coinvolto anche l’avvocato Antonio Megha, 62 anni, già sindaco e assessore del Comune di Neviano, per il reato di scambio elettorale politico-mafioso, perché avrebbe acquistato una cinquantina di voti dal clan Coluccia.

L’accusa ha retto nel processo discusso col rito ordinario, terminato lo scorso 8 marzo, con una condanna a dieci anni di reclusione.

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