Intascava parcelle per finte prestazioni tributarie, a giudizio presunto truffatore 32enne

Si aprirà il prossimo 9 febbraio, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Potenza, Elisabetta Romanello, il processo a carico di Cosimo Fracasso, 32enne di Parabita, al centro di un'inchiesta della magistratura per i reati di truffa, esercizio abusivo della professione, falso e contraffazione di pubblici sigilli

LECCE – Si aprirà il prossimo 9 febbraio, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Potenza, Elisabetta Romanello, il processo a carico di Cosimo Fracasso, 32enne di Parabita, al centro di un’inchiesta della magistratura per i reati di truffa, esercizio abusivo della professione, falso e contraffazione di pubblici sigilli. L'imputato è stato rinviato a giudizio al termine dell'udienza preliminare dinanzi al gup di Potenza Luigi Spina.

Secondo quanto ipotizzato dal pubblico ministero Sergio Marotta, il 32enne avrebbe truffato alcuni clienti, intascando parcelle per prestazioni professionali. In particolare l’imputato si sarebbe presentato come dottore commercialista ed esperto in materia tributaria, assicurando i clienti di poter presentare ricorso dinanzi alla commissione tributaria di Lecce per ottenere la sospensione o l’annullamento di alcune cartelle esattoriali. Prestazioni che, secondo l’ipotesi accusatoria, non sarebbero mai avvenute, nonostante l’esibizione di documenti che ne attestavano la perfetta riuscita.

Secondo quanto accertato dal pubblico ministero, Fracasso avrebbe presentato falsi atti e decreti emessi dalla commissione tributaria, contraffacendo il sigillo della Repubblica e il timbro della stessa commissione. In alcuni casi sarebbero state falsificate anche le firme del presidente e del segretario della sezione tributaria. Per questo il fascicolo è stato inviato per competenza a Potenza.

Numerosi gli episodi contestati dalla Procura della Repubblica di Matera, che avrebbero fruttato al presunto impostore diverse decine di migliaia di euro. Le presunte truffe sarebbero avvenute tra il 2009 e il 2010.

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Nove delle presunte vittime si sono costituite parte civile. Otto, in particolare, con gli avvocati Alberto Russi e Fabrizio D’Errico, che hanno evidenziato nella costituzione di parte civile, l’ingente somma sottratta ai loro clienti, che tra l’altro hanno visto aumentare interessi e importi delle cartelle esattoriali. Il 32enne è assistito dall’avvocato Francesca Conte.

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