Cronaca

"La Procura acquisisca commenti di LeccePrima su voto di scambio"

Presentata, in procura, l'integrazione all'esposto sulla presunta compravendita di voti. Due esponenti di Fds chiedono al pm di risalire all'identità degli utenti di LeccePrima.it, che hanno commentato l'articolo dell'11 ottobre

@TM News/Infophoto

LECCE - Un lettore,  celato dietro al nickname "Fabio Geppetto", ha postato un commento alle 13,09 di sabato 13 ottobre. E non è il solo. Altri tre fruitori di LeccePrima.it, rispettivamente "Gigi Gigione", "Carlo Biffi" e "Franco", lo avevano già fatto nel corso della giornata precedente, divulgando il proprio punto di vista sull'articolo "Voto di scambio per un alloggio? L'esposto arriva in procura".

Questa mattina, intanto, gli esponenti della Federazione della sinistra, hanno presentato un'integrazione all'esposto già depositato presso la procura della Repubblica di Lecce, decisi a far giungere quanto scritto dagli utenti registrati, sulla scrivania del pm titolare dell'indagine.

Chiedono di "risalire alla identità delle persone che hanno postato i commenti e che gli stessi soggetti, in qualità di persone informate dei fatti, potrebbero fornire elementi utili allo sviluppo delle indagini".

È quanto riportato nella richiesta a firma di Daniele Ianne, per conto dei Comunisti italiani, e Roberta Forte in rappresentanza di Rifondazione comunista.

Il contenuto delle  opinioni impresse sulla bacheca telematica del nostro quotidiano, e rimarcate nel testo presentato questa mattina,  è omogeneo.  I quattro web-lettori descrivono, infatti, come prassi tutta leccese, quella  della presunta compravendita di consensi elettorali.

Una consuetudine  radicata,  che si baserebbe sull'offerta di prodotti alimentari, buoni benzina  o contanti, in un bazar del voto ribattezzato "rilevazione", nel quale i cittadini assoldati, neppure tanto profumatamente, e molto spesso residenti nei quartieri popolari della città, non sarebbero altro che, appunto, "rilevatori".

La vicenda è venuta a galla in seguito al racconto di una presunta compravendita di voti  segnalata - nel corso di un servizio televisivo di un'emittente locale - da una coppia di leccesi, residenti in un palazzo dello Iacp di via don Giacomo Alberione, in zona Settelacquare.

"Ieri hanno comprato il nostro voto dandoci 120 euro e cinque buoni di benzina da 30 euro, oggi vogliono sbatterci fuori", aveva riferito la donna, con una esplicita allusione ad alcuni personaggi politici del panorama cittadino, non meglio identificati. Durante le due puntate del servizio,  la giovane madre aveva poi urlato la sua disperazione, davanti all'imminente minaccia: con il marito e due figli al seguito, stanno attendendo che lo sfratto comunicato  dall'Istituto autonomo case popolari divenga esecutivo.

Attraverso una scrittura privata avevano concordato - all'insaputa dello Iacp - lo scambio di quello che era il monolocale nel quale vivevano con un appartamento più consono alle esigenze della famiglia, ereditando però la morosità degli inquilini ai quali sono subentrati in un secondo momento. Motivo per cui dovranno liberare l'alloggio.

Nel giro di alcune ore, era giovedì 11 ottobre, i due segretari provinciali hanno segnalato al pubblico ministero,  "il contenuto delle dichiarazioni della signora Angela", chiedendo di "verificare se nei comportamenti da elle descritti nell'intervista possano ravvisarsi ipotesi di reato in danno dei diritti politici dei cittadini e contro l'ordine pubblico ed a quali persone fisiche siano ascrivibili tali comportamenti, procedendo, per l'effetto, secondo legge nei confronti dei colpevoli".

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