Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Intercettata barca a vela carica di migranti, due scafisti fermati

A bordo una sessantina e fra loro anche donne e bambini, dichiaratisi iracheni. I finanzieri hanno scovato il natante al largo di Santa Cesarea Terme. A condurlo c'erano due ucraini. Sono stati trasportati presso il porto di Otranto

OTRANTO – Stavano solcando i mari verso qualche punto della sponda salentina in cui approdare. Un carico umano, l’ennesimo, composto da intere famiglie stipate su una barca a vela di dimensioni nemmeno tanto grandi e che è stata intercettata nel primo pomeriggio al largo di Santa Cesarea Terme da un pattugliatore del Roan della guardia di finanza di Bari. Lunga 12 metri, di colore bianco e scafo blu, batteva bandiera tedesca.

Secondo sbarco dopo otto giorni

A distanza di otto giorni, dunque, in provincia di Lecce si registra un nuovo sbarco di migranti. Con la differenza che in quel caso erano stati trovati verso l’altra riva salentina e portati a Gallipoli. Questa volta, sulla sponda adriatica.

Erano mesi che non si verificavano simili episodi. Sembra, dunque, che si stia registrando un’inversione di tendenza. O di rotta, per dirla in termini marinareschi. E se nell’episodio di poco più di una settimana addietro erano arrivati in quindici appena, condotti da uno scafista rumeno, questa volta sfiorano la sessantina. Al timone, due ucraini, S.F di 45 anni e L.A. di 26, arrestati per favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

Scovati al largo di Santa Cesarea Terme

La barca, come detto, era al largo della costa di Santa Cesarea, quando i mezzi aeronavali delle “fiamme gialle” l’hanno scovata e bloccata. Lo scafo era semisommerso per il peso. Uno di quegli elementi che subito destano sospetti. E infatti, a bordo erano in cinquantasei, sedicenti iracheni, più i due presunti scafisti assoldati per la traghettata dalle organizzazioni criminali che gestiscono questi traffici, con partenze da isole greche o sponde turche.

Al comando della barca si sono messi i militari, che hanno fatto rotta verso il porto di Otranto. Qui, ad attendere il gruppo, sette donne e tredici minorenni (quattro femmine e nove maschi), operatori della Croce rossa e del 118, carabinieri della stazione locale, guardia costiera dell’ufficio circondariale marittimo e soprattutto il pool interforze che materialmente svolge le indagini.

L'approdo nel pomeriggio

Agli ormeggi la barca a vela vi è arrivata attorno alle 16. I migranti sono stati poi trasferiti presso il centro “Don Tonino Bello”, nella stessa Otranto, per l’identificazione, essere rifocillati e ottenere un prima sistemazione in attesa di conoscere la prossima destinazione. Di sicuro, ora, ci sarà da ragionare su questa ripresa del fenomeno e capire se si tratta di un’attività sporadica o destinata a riprendere con la stessa intensità degli scorsi anni.

Video: il momento dell'arrivo a Otranto

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