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La prefettura leccese.

La prefettura leccese.

Rischio di infiltrazione mafiosa e condizionamenti: scatta interdittiva per una srl

La decisione della prefettura dopo un’indagine della Dia su una società leccese, specializzata nella gestione di servizi cimiteriali

LECCE – Scatta un’interdittiva antimafia nei confronti di una società con sede a Lecce. Il provvedimento emesso nelle ultime ore dal prefetto del capoluogo salentino, Maria Rosa Trio, nei confronti della “Salento multiservizi group srl” (inizialmente ditta individuale, con sede a Matino), specializzata nella gestione di alcune attività all’interno dei cimiteri del Salento e di altre province.

La misura a seguito di un’attività di indagine condotta nei mesi scorsi dalla Direzione investigativa antimafia sull’appalto vinto a Sava, per la gestione dei servizi all’interno del cimitero, da un’associazione temporanea d’impresa. Nell'Ati figurava anche la srl con sede a Lecce. Dall’informativa fornita dagli investigatori alla Dia sono emersi alcuni elementi indiziari di pericolo di infiltrazione mafiosa e di presunto condizionamento di scelte e di indirizzi di impresa  a carico della impresa che si è consorziata nell’Ati.

Nello specifico, relativamente alla “Salento multiservizi group srl”, tre dei 32 dipendenti sono stati considerati soggetti “controindicati” per via dei rispettivi, gravi problemi con la giustizia. Alle spalle dei tre impiegati (di cui due leccesi e uno savese) infatti condanne, fra le altre,  per  i reati di estorsione, furto, rapina, evasione, armi, traffico di droga e associazione di stampo mafioso. Per uno, sottoposto in passato più volte anche alla misura di sorveglianza speciale, una condanna per omicidio in concorso. Dopo un lungo periodo di detenzione, avrebbe intrattenuto rapporti con un boss del Tarantino, imponendo il controllo del territorio. E non è tutto. All’origine della decisione della prefettura leccese, anche alcune segnalazioni di polizia a carico dell’amministratore unico e socio di maggioranza della srl per la gestione di rifiuti non autorizzata risalente al 2018, commessa nel camposanto savese.

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