Interdizione per sottotenente, si attendono sviluppi dopo interrogatori

Ieri è giunto il provvedimento cautelare per l’ex comandante dei carabinieri della stazione di Nardò accusato in alcuni esposti

NARDO’ – E’ pronto a dare la propria versione di fatti e circostanze e a difendere la propria onorabilità di servizio nell’interrogatorio di garanzia presso la Procura che si svolgerà nei prossimi giorni il sottotenente dei carabinieri Giuseppe Serio, già comandante per sette anni e mezzo della stazione dell’Arma di Nardò, e finito nel registro degli indagati da alcuni mesi nell’ambito di una inchiesta mossa da alcuni esposti presentati da diversi commercianti ed operatori neretini.

Dagli sviluppi di quell’indagine, avviata dal pubblico ministero Paola Guglielmi, nella quale si ipotizzano i reati di tentato abuso d’ufficio, di falso, peculato e concussione a carico del graduato dei carabinieri è scattato già da ieri un provvedimento cautelare disposto dal gip Antonia Martalò su richiesta del pm, e notificato dai colleghi della compagnia di Gallipoli, che impone per Serio il divieto di dimora in quel di Nardò e l’interdizione dai pubblici uffici per un anno in attesa degli sviluppi dell’inchiesta.           

L’ex comandante della stazione di Nardò, 57 anni originario di Bagnolo del Salento, aveva terminato il suo lungo periodo di reggenza presso il comando di via Rubichi nel gennaio scorso. Il già luogotenente era infatti risultato vincitore di un concorso per titoli per ufficiale e dopo aver frequentato il relativo corso era stato assegnato alla direzione del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Gallipoli. Ma in seguito al riverberarsi dell’inchiesta e degli approfondimenti investigativi, e con il benestare della Procura, era stato posto a disposizione del comando provinciale di Taranto in attesa di una nuova destinazione.

Il fascicolo a suo carico è stato aperto in seguito ad alcuni esposti che ne tracciavano alcune condotte irregolari nell’ambito del suo periodo di lavoro nel territorio di Nardò. Ad acuire un clima di sospetti e accuse anche un episodio risalente alla scorsa estate quando sui muri della cittadina, in particolare a ridosso di alcune palazzine di via Raho e via Giovanni XXIII, comparvero alcune scritte ingiuriose indirizzate inequivocabilmente nei confronti del militare. Per comprendere se tra il fatto in questione e l’inchiesta in corso ci siano dei collegamenti sono già state avviati i relativi approfondimenti dei militari della compagnia di Gallipoli, diretti dal comandante Francesco Battaglia.

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La città di Nardò in particolare sembra alquanto incredula e divisa sulla vicenda. Bocche cucite e poca voglia di parlare anche se si scontrano da un lato i dettagliati esposti di chi accusa le condotte e i presunti abusi di potere dell’ex comandante Serio e chi ancora oggi ne traccia, seppur a microfoni spenti e in via confidenziale, un profilo di militare integerrimo e professionalmente valido e corretto. Saranno ora le indagini e le valutazioni della Magistratura a dover fare il loro corso. Diverse le persone già ascoltate presso la stazione dei carabinieri, ora affidata alle redini del  maresciallo maggiore Vito De Giorgi, e in Procura. Nei prossimi giorni il sottotenente Giuseppe Serio comparirà dinanzi al gip per l’interrogatorio di garanzia e la convalida della misura interdittiva assistito dal suo legale Giuseppe Bonsegna.

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