Cronaca Carmiano

Accusato di essere a capo del sodalizio, lo “Zio” davanti alla giudice: “Mai mentito sulla mia salute”

Ha rilasciato dichiarazioni spontanee Fernando Nocera, il 67enne al centro dell’operazione “Stealth”. Si avvalgono della facoltà di non rispondere tutti gli altri, eccetto la sorella del presunto boss

CARMIANO - “Non ho mai né richiesto né ottenuto certificazioni compiacenti dai medici. Le mie gravissime condizioni di salute sono state oggetto di molteplici perizie d’ufficio”: è quanto ha affermato oggi davanti alla giudice Anna Paola Capano, Fernando Nocera, 67 anni di Lecce, detto “Zio” o “Vecchio”, detenuto a Bari nell’ambito dell’inchiesta sfociata tre giorni fa nel suo arresto e in quello di altri 36 indagati.

Assistito dall’avvocato Stefano Prontera, l’uomo ritenuto dagli inquirenti a capo sia di un sodalizio mafioso, nello specifico quale referente del clan Tornese di Monteroni, che di un’organizzazione impegnata prevalentemente nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma ha rilasciato alcune dichiarazioni spontanee, non solo in merito al fatto che, secondo l’accusa, avrebbe ottenuto certificati medici riguardo la sua situazione cardiologica allo scopo di esibirli all’occorrenza per attestare l’incompatibilità con la vita carceraria, ma anche riguardo al coinvolgimento di due donne, a suo dire, completamente estranee ai fatti: Giuliana Cuna, la 49enne di Monteroni con la quale aveva avuto una relazione sentimentale, e la sorella Evelina, di 70 anni.

La prima ieri aveva rilasciato dichiarazioni spontanee per chiarire la sua posizione (riportata in un precedente articolo), mentre la seconda oggi, assistita dall’avvocata Simona Reale (in sostituzione del collega Prontera) ha sostenuto l’interrogatorio per respingere categoricamente ogni addebito. Quest’ultima, per la quale la misura è stata alleggerita (dal carcere ai domiciliari) nel giro di poche ore, ha spiegato di aver solo ed esclusivamente curato gli interessi legati allo stato di salute del fratello.

Oltre a Nocera, sono stati ascoltati altri detenuti in diverse città d’Italia: per rogatoria, nella giornata di ieri, Salvatore Perrone, detto “Friculino”, 57, residente a Trepuzzi (difeso dall’avvocato Salvatore Rollo); oggi, in remoto, Alberto Maldarella, 48, di Novoli, (con l’avvocato Prontera) e Pierpaolo Panarese, 40, residente a Lecce, (difeso dall’avvocato Prontera e dall’avvocata Laura Minosi).

Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e la stessa linea è stata scelta anche dagli altri arrestati finiti nel carcere di Lecce: Marcello Fella, 63 anni, residente a Carmiano (difeso dall’avvocato Massimiliano Petrachi); Vito Giancane, 34 residente a Monteroni di Lecce (affiancato dall’avvocato Cosimo D’Agostino); Fabrizio Panzanaro, 53, residente a Veglie (con l’avvocata Maria Lucia Pagliara); Giovanni Perrone, detto “Terremoto”, 56 anni, di Veglie ma domiciliato a Guagnano (assistito dall’avvocato Salvatore Rollo); Antonio Pezzuto, detto “Mendularo”, 42, di Carmiano (difeso dall’avvocato Mario Fazzini); Andrea Podo, 46 anni, residente a Lecce (con l’avvocata Lucia Longo); Giovanni Saponaro, 55, di Veglie (con l’avvocato Antonio Luceri); Maicol Screti, 27, residente a Trepuzzi (difeso dall’avvocata Nadia Martina).

Sempre nella giornata di oggi si è tenuto anche l’interrogatorio di garanzia (di cui al momento non è noto l’esito), nei riguardi di Daniele Vitale, 39 anni, domiciliato a Trepuzzi e Antonio Ezio Vitale, detto “Saracino”, 64 anni, domiciliato a Novoli (assistiti dall’avvocato Francesco Tobia Caputo).

Domani, invece, sarà la volta di ascolto di Gabriele Tarantino, 44 anni, domiciliato a Monteroni di Lecce (difeso dagli avvocati Cosimo D’Agostino e Ladislao Massari, sarà ascoltato in videoconferenza) e delle nove persone finite ai domiciliari.

Aggiornamento

Nella mattinata di venerdì, 10 novembre, si sono svolti gli interrogati dei nove indagati per i quali è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari. Nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia dinnanzi al gip del tribunale di Lecce, Anna Paola Capano, uno degli indagati, Fabio Felicioni, si è avvalso della facoltà di non rispondere. E’ difeso dall’avvocato Paolo Cantelmo.

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