Ilievski davanti al pubblico ministero conferma i sospetti su Lecce-Lazio

Inchiesta su calcio e scommesse da parte della procura di Cremona: il capo degli "Zingari", che si occupavano di reclutare i calciatori per favorire il realizzarsi di alcuni risultati, avrebbe dichiarato di aver incontrato personalmente alcuni ex giallorossi

Stefano Ferrario.

LECCE - L'incontro con Stefano Ferrario, e con altri ex del Lecce, ci sarebbe stato, così come reale sarebbe stata la valigetta con denaro contante portata in dote prima di Lecce-Lazio, ultima partita del campionato 2010/2011. 

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, dunque, Hristiyan Ilievski, il capo degli "Zingari", avrebbe fornito pesanti conferme nel corso dell'interrogatorio, durato cinque ore, davanti al pubblico ministero Di Martino, della Procura di Cremona, quartier generale di un'inchiesta sull'ambigua relazione tra mondo del calcio e scommesse sportive.  

Il terremoto sportivo determinato dall'apertura di più fascicoli, tra le altre cose, ha portato alla retrocessione d'ufficio del Lecce in Lega Pro per la tentata combine del derby disputato a Bari nel maggio 2011 e vinto dai giallorossi che in quel match conquistarono la matematica certezza della permanenza nella massima serie. 

Ma è la gara successiva, quella giocata contro la Lazio una settimana dopo, ad essere attuale per gli inquirenti che, dopo la costituzione del numero uno di una banda accusata di reclutare calciatori in modo da favorire un determinato risultato, vogliono chiudere il cerchio su una vicenda che dal punto di vista della giustizia sportiva ha già conosciuto i suoi verdetti ma che invece potrebbe avere significativi seguiti dal punto di vista penale. Nel caso specifico il sospetto è la macchinazione abbia realizzato le premesse del 2 a 4 finale, assecondando dunque l'obiettivo di centrare un risultato abbinato al cosiddetto Over 3,5 (partita con almeno 4 goal realizzati).

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E ritorna dunque sotto la lente di ingrandimento anche il ruolo di Stefano Ferrario, all'epoca tesserato per l'Us Lecce - ma che in quella partita non fu schierato - e condannato ad uno stop di sei mesi per omessa denuncia: non avrebbe infatti messo al corrente la procura federale di essere stato contattato da Alessandro Zamperini, ex calciatore tra i principali imputati del procedimento. Ma dalle parole di Ilievski sarebbe emerso un quadro più complesso, secondo peraltro quanto giù dichiarato al giudice per le indagini preliminari dopo il suo arresto. 

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