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Strage di Brindisi, Vantaggiato confessa anche l'attentato a Parato

Il 68enne ha ammesso di aver compiuto un altro attentato, quello avvenuto il 25 febbraio 2008 a Torre Santa Susanna, in cui fu ferito gravemente l'uomo che l'avrebbe truffato. Il criminologo Francesco Bruno nominato consulente

 

LECCE – E’ stato un interrogatorio fiume, durato quasi quattro ore, quello di Giovanni Vantaggiato, l'imprenditore 68enne di Copertino reo confesso dell'attentato compiuto, lo scorso 19 maggio, dinanzi all'istituto professionale “Morvillo Falcone” di Brindisi, costato la vita ad una studentessa 16enne di Mesagne, Melissa Bassi, e il ferimento di altre cinque ragazze. Accusato di strage in concorso, Vantaggiato è stato interrogato, nel carcere di Borgo San Nicola, dai pubblici ministeri Guglielmo Cataldi, della Dda di Lecce, e Milto De Nozza, della Procura di Brindisi. All’interrogatorio era presente, come nelle due occasioni precedenti, il legale del 68enne, l'avvocato Franco Orlando.

Giovanni Vantaggiato, secondo quanto riportato dal suo legale, ha confermato di aver messo a segno un altro attentato dinamitardo, quello compiuto il 25 febbraio del 2008 a Torre Santa Susanna, in cui fu ferimento gravemente Cosimo Parato. Si tratta dell’uomo che lo avrebbe truffato per una fornitura di combustibili da circa 300mila euro. In quell’occasione, un ordigno fu collocato su una bicicletta nel giardino condominiale della vittima. Nell’esplosione, anche in quel caso azionata con un telecomando a distanza, la vittima riportò gravi lesioni. Secondo questi nuovi elementi la Procura di Brindisi, dopo aver revocato la richiesta di archiviazione per il fascicolo riguardante l’attentato (su cui il gip non si era ancora pronunciato), ha iscritto Vantaggiato nel registro degli indagati con le accuse di tentato omicidio. Non è escluso che il sostituto procuratore titolare del fascicolo, Milto De Nozza, decida di formulare una seconda richiesta d'arresto.

vantaggiato-2-4Non risultano invece agli atti, per ora, ammissioni sulla bomba che, nel 1997, sventrò a Squinzano la villa di un dirigente della Asl leccese, che non avrebbe rinnovato al 68enne il contratto per la fornitura del gasolio da riscaldamento. L’imprenditore di Copertino non avrebbe fornito nuovi elementi riguardo la destinazione delle tre bombole, pronte per esplodere, trovate martedì scorso in un uliveto in contrada Conigli, in agro di Copertino, di proprietà del killer. Al suo legale, l’avvocato Franco Orlando, Vantaggiato ha spiegato che aveva intenzione di utilizzarle sempre a Brindisi, davanti al “Morvillo Falcone”. Una tesi che sembra però non convincere gli inquirenti, che continuano a scavare nella vita dell’uomo dell'uomo.

Riguardo alla matrice dei due attentati Vantaggiato ha spiegato di aver agito nel primo caso, quello di Torre Santa Susanna, per vendetta di colui che lo avrebbe truffato. Anche il secondo attentato sarebbe unito da uno stesso filo comune, un atto dimostrativo nei confronti dei giudici, la cui sentenza nei riguardi della presunta truffa era stata, per l’imprenditore, troppo leggera. Il 68enne avrebbe scelto l’obiettivo più vicino al Tribunale, troppo difficile e rischioso da colpire.

La difesa dell'imprenditore ha nominato come perito di parte il criminologo Francesco Bruno, che avrebbe già avuto un colloquio in carcere con Vantaggiato. Il noto professionista ha escluso che si possa trattare di un comportamento seriale, poiché gli episodi contestati sono solo due e legati da un comun denominatore. L’avvocato Franco Orlando, invece, ha escluso la presenza di un memoriale del suo cliente, che si sarebbe limitato a scrivere poche righe su un blocco notes.

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