Terremoto al Comune di Brindisi, Vergara risponde alle domande del gip

Dalla procura non vi sono dubbi sul fatto che sia stato il commercialista a consegnare il denaro. Ma resta da chiarire se fosse al corrente del contenuto delle buste

Il Tribunale di Brindisi (BrindisiReport)

BRINDISI – Ancora buio pesto nella vicenda della gestione dei rifiuti che ha fatto tremare gli uffici di Palazzo Nervegna. E’ stato ascoltato dal gip del Tribunale di Brindisi, Massimo Vergara, il commercialista leccese  di 59 anni coinvolto nel terremoto che, sabato scorso, ha travolto l’ente comunale della città adriatica. Il professionista è da quel giorno agli arresti domiciliari: la misura è scattata per lui, e per il sindaco Mimmo Consales. L’arresto in carcere, invece, per l’imprenditore Luca Screti.

L’esperto contabile, assistito dai legali Sabrina Conte e Carlo Viva, nella tarda mattinata di oggi, ha replicato alle contestazioni mosse dal giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Licci, a cui si sono aggiunte quelle dei sostituti procuratore Savina Toscani e Giuseppe De Nozza. La figura del salentino, nell’ambito dell’indagine che riguarda la gestione e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, sembra essere piuttosto centrale. Secondo la Procura brindisina, infatti, sarebbe stato proprio Vergara a consegnare le buste contenenti il denaro destinato al sindaco, per il pagamento delle rate di un debito maturato con Equitalia. Consales si era insediato da poco, e aveva ottenuto la rateizzazione di quel debito.

Somme che sarebbero state “diluite” in circa sei rate, non tutte consegnate in prima persona dal professionista leccese. L’ultima delle sei tranche di pagamento, per un totale di 30mila euro, è stata registrata dagli inquirenti nel mese di ottobre 2013. Il successivo mese di novembre, sono poi cessate,  quando cioè il personale della  Digos aveva già riscontrato le transazioni disponendo perquisizioni e controlli che misero fine ai pagamenti. Vergara è stato visto dagli agenti della Digos all’interno di Palazzo Nervegna. Un servizio investigativo fatto di appostamenti e recupero di testimonianze ha poi fornito un quadro indiziario più completo agli agenti della questura brindisina per procedere con ulteriori accertamenti.

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Gli inquirenti non sembrano nutrire dubbi sui fatti, quanto sulle responsabilità. Ciò che resta da stabilire, infatti, è se Vergara fosse al corrente del contenuto di quelle buste o meno. Di certo c’è che quelle somme “uscivano” dalla sede della Nubile, la ditta incaricata all’epoca della gestione dei rifiuti, per essere dirette al municipio. Il tutto, a partire dal 17 luglio del 2012. Due mesi appena dopo la tornata elettorale. La difesa di Vergara sta valutando se ricorrere o meno al tribunale del Riesame per chiedere la remissione in libertà dell’indagato sulla base di cessate esigenze cautelari che il gip ha reputato concrete e attuali. Nella giornata di domani, intanto, sarà ascoltato anche il primo cittadino. Poi toccherà anche all’imprenditore e agli altri personaggi che compaiono sullo sfondo della vicenda che ha fatto tremare gli uffici del municipio di Brindisi.

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