Cronaca

Interventi abusivi per realizzare una struttura ricettiva, prosciolti in sei

Si chiude con una sentenza di “non luogo a precedere” la vicenda legata alla realizzazione di un complesso residenziale in località “Croce” a Spongano. Disposto anche il dissequestro degli immobili

SPONGANO - Non ci sarà un processo nella vicenda che vedeva imputate sei persone per interventi edilizi, ritenuti illegittimi perché finalizzati a realizzare un complesso residenziale turistico-ricettivo in un’area a destinazione agricola, in località “Croce”, a Spongano.

Nei giorni scorsi, il giudice per l’udienza preliminare Sergio Tosi ha respinto la richiesta di rinvio a giudizio, emettendo una sentenza di proscioglimento “perché il fatto non sussiste”, nei riguardi di: Maria Luisa Forina, 81 anni, di Caluso, (Torino), e il figlio Gian Paolo Tagariello, 54 anni, di Roma, in qualità di proprietari e committenti dei lavori; Giuseppe Corvaglia, 57 anni, di Spongano, tecnico progettista; Antonio Colella, 58, di Botrugno, legale rappresentante della “Edilcoop Società Cooperativa”, ditta esecutrice dei lavori; Giuseppe Colella, 55 anni, di Botrugno, della “Costruzioni Colella, s.r.l.”; Alessandro Rizzo, 37, di Surano, responsabile del servizio edilizia ed urbanistica del Comune.

Oltre che di abusivismo edilizio, Forina, Tagariello, Corvaglia e Rizzo rispondevano anche di abuso d’ufficio e falsità materiale e ideologica, perché avrebbero attestato falsamente l’esistenza dei requisiti necessari a svolgere i lavori. Questi, secondo le indagini svolte dal pubblico ministero Massimiliano Carducci, interessarono un’area la cui destinazione era prevalentemente destinata ad uso agricolo. In particolare, secondo l’accusa Rizzo, senza svolgere attività istruttoria, avrebbe emesso parere favorevole e rilasciato permessi di costruire nell’agosto 2016, attestando quanto dichiarato dai proprietari e cioè che si trattava di costruire un fabbricato colonico ad uso deposito e lavorazione di prodotti agricoli con annessa residenza.

Ma, come detto, le accuse non hanno retto davanti al giudice Tosi che al termine dell’udienza preliminare ha disposto il non luogo a procedere e dissequestrato gli immobili.

Gli imputati erano difesi dagli avvocati Luigi Corvaglia, Andrea Sambati e Salvatore Corrado.

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