Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Pulizie nelle scuole: la certezza del pagamento rimane un miraggio lontano

Ricomincia la protesta dei 400 addetti al servizio per conto dell'azienda Intini. In cassa integrazione da due mesi, lamentano la mancata retribuzione di giugno e la scarsa puntualità nel pagamento degli stipendi

Dario Cagnazzo.

 

LECCE - Ministero, scuole, consorzio Miles e Intini Source: una catena in cui il transito dei soldi destinati al servizio di pulizie negli istituti scolastici, puntualmente si inceppa. Succede qui, in una terra che chiude la parentesi estiva per tornare alla follia quotidiana della crisi, dove centinaia di persone protestano senza sosta per gli insostenibili ritardi nei pagamenti. Una parte dei 400 impiegati Intini oggi è ritornata in prefettura, a Lecce, per richiedere un ulteriore intervento nei confronti di quell' azienda che sembra sempre inciampare nel vizio di arretrare gli stipendi.
 
Ad oggi manca giugno perchè, in seguito ad accordi sindacali, da due mesi i dipendenti del gruppo di Noci usufruiscono degli ammortizzatori sociali con una riduzione del monte ore settimanale. Ma la misura è colma e più di qualcuno non ci sta: "Intini se ne deve andare". Per conto di un centinaio di lavoratori, oggi il rappresentante Fsi, Dario Cagnazzo è stato accolto dal capo di gabinetto, Guido Aprea, cui ha annunciato la possibilità di rivolgersi direttamente alla procura della Repubblica per denunciare una presunta "appropriazione indebita di denaro".
 
L'autorità prefettizia - peraltro ben informata sui particolari dell'annosa vertenza che pare non risolversi mai - si è detta disposta a contattare l'azienda per venire incontro alla richiesta dei lavoratori di ottenere la puntualità nel pagamento delle retribuzioni.
 
"Intini proprio ieri ci ha informati che salderà quanto dovuto, ma siamo alle solite – sottolinea Cagnazzo, già autore di un esposto alla guardia di finanza nel 2011 – . Non riusciamo a capire quale sia, ormai, il ruolo di questa azienda: il passaggio in più di denaro sta creando solo problemi agli addetti alle pulizie che già guadagnano pochissimo". Conti alla mano, lo stipendio si aggira intorno alle 600 euro mensili. E la certezza del pagamento appare come un miraggio lontano.
 
Le prime proteste nel mese di aprile avevano portato a galla la dura verità di una situazione insostenibile: tra chi dichiarava di non sostenere l'ansia per le more sulle rate arretrate e chi ha abbandonato l'automobile sul ciglio della strada, qualcuno aveva persino deciso di rimandare le visite mediche. Ad oggi, purtroppo, quasi nulla è cambiato.
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