Intrecci tra clan e amministrazioni e la zona grigia: la relazione Dia

Reso noto il report, relativo al primo semestre del 2019, nel giorno del drastico intervento del governo sul Comune di Scorrano. Confermato il ricorrente condizionamento delle pubbliche amministrazioni

La prefettura di Lecce.

LECCE – Il condizionamento delle pubbliche amministrazioni sembra essere un elemento oramai comune delle consorterie criminali della provincia di Lecce, sempre più articolate sul modello del network, integrato da vecchi e nuovi sodalizi, e sempre più distante da una forma organizzativa di tipo rigidamente verticistico.

La relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia, relativa alla prima parte del 2019, certifica la capacità di infiltrarsi negli enti locali ed è una coincidenza a dir poco significativa che la diffusione del report sia stata fatta nel giorno in cui il Consiglio dei Ministri ha decretato lo scioglimento del consiglio comunale di Scorrano che, così, diventa il quarto centro della provincia affidato alla gestione commissariale (attualmente lo sono anche Surbo, Sogliano Cavour e Carmiano).

Scorrano è del resto l’epicentro dell’operazione Tornado, richiamata nelle pagine della relazione della Dia come paradigma di “cointeressenze fra criminalità organizzata e amministratori pubblici”. Richiamando gli esiti investigativi, si sottolinea come “l’organizzazione mafiosa abbia avuto tra i suoi obiettivi quelli di condizionare la vita politica del Comune di Scorrano, per riceverne in cambio favori illeciti”. A seguito di quella operazione, che risale alle fine di giugno, si è insediata la commissione prefettizia di accesso agli atti, il cui lavoro istruttorio ha poi portato alla decisione ufficializzata oggi dal governo, a Roma.

Esplicito il riferimento, sempre nella relazione, alla commissione di indagine insediatasi a marzo presso il Comune di Carmiano: anche in questo caso l’esito è stato quello dello scioglimento, decretato all’inizio di dicembre. Infine, a riprova del “radicamento di un’area grigia” vengono richiamate le diverse interdittive emesse: una riguarda proprio la cooperativa di Scorrano di cui era presidente del consiglio di amministrazione il sindaco, Guido Stefanelli, risultato tra gli indagati di “Tornado”.

In linea generale, la criminalità organizzata in provincia di Lecce è descritta come prevalentemente dedita alle estorsioni, che continuano a essere una importante fonte di profitti, e ancor più al traffico di sostanze stupefacenti, grazie a intese con gruppi criminali dell’area balcanica, in particolare albanesi, che vedono nel Salento il punto di approdo per quantitativi destinati al mercato italiano ed europeo. Sempre più evidente, poi, la politica di investimenti nel tessuto economico locale, soprattutto nell’ambito delle strutture ricettive, nei ristoranti, nelle attività connesse al turismo. Nella relazione della Dia si riscontrano anche segnali relativi al traffico di armi, sempre attraverso l’Adriatico.

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