Invocata la condanna per i funzionari di Equitalia accusati di tentata concussione

Il sostituto procuratore generale ha chiesto in appello la riforma della sentenza di primo grado, dove la pena inflitta era di 8 anni

LECCE – Si è aperto oggi, dinanzi ai giudici della Corte d’appello di Lecce, il processo di secondo grado a carico di Luigi Marzano, 74enne di Parabita, e Maurizio Garrisi, 66enne di Lecce, rispettivamente agente di riscossione con funzioni di amministratore delegato (ora in pensione) e responsabile (all’epoca dei fatti) del servizio produzione della sede di Lecce di Equitalia. Il sostituto procuratore generale Claudio Oliva ha chiesto per gli imputati, al termine della discussione durata circa un’ora, la condanna per tentata concussione, con la riforma della sentenza di primo grado e una pena pari a 2 anni e otto mesi (anziché otto). Una richiesta basata sull’assoluzione per uno dei tre capi d’imputazione (riferiti ad altrettanti presunti casi) e la concessione delle attenuanti generiche, oltre che a un errore nel calcolo della pena commesso nella precedente sentenza.

Marzano e Garrisi erano stati rinviati a giudizio nel marzo del 2012 per tentato abuso d’ufficio. L’accusa iniziale, tentata concussione, era stata derubricata dal gup, salvo poi essere confermata nel verdetto emesso dai giudici della prima sezione penale. Oggi ha discusso uno dei legali di parte civile, l’avvocato Amilcare Tana. Nella prossima udienza del 6 novembre discuteranno gli altri due avvocati di parte civile, Giuliano Fina e Cinzia Vaglio, e i difensori degli imputati, gli avvocati Giovanni e Federico Pellegrino, Luigi Rella e Gaetano Centonze.

L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Stefania Mininni e condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce, ha evidenziato a carico dei due imputati il tentativo di ottenere un ingiusto profitto, chiedendo ai contribuenti di versare somme più elevate rispetto a quelle dovute o di regolarizzare la propria posizione nonostante i presunti debitori avessero già pagato. Il mancato pagamento avrebbe comportato una lunga serie di azioni legali.

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