Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Irrompe in casa e la prende a calci, poi la cosparge di alcool etilico

L'assurda storia da Gallipoli. Vittima una donna che ha preso un appartamento in affitto. Identificato un 63enne. All'origine vi potrebbero essere motivi futili. Per ora è indagato a piede libero

GALLIPOLI – Se l’è trovato davanti all’improvviso, dopo aver aperto la porta. Non una parola. Non una spiegazione. Subito spintoni e calci. E mentre era terra, dolorante e stordita dalla violenza subita, in apparenza senza alcuna ragione, il “tocco” finale: da una bottiglia è uscito alcool. L’uomo l’ha cosparsa di quel liquido che, se acceso, l’avrebbe trasformata in una torcia umana.  Nella migliore delle ipotesi, sfregiata per le ustioni.

Non è chiaro se siano state le urla della vittima a farlo desistere dal gesto estremo o se l’uso di liquido infiammabile, senza reale intenzione di provocare un rogo, si possa ritenere solo la minaccia finale, quella psicologica, più forte ancora delle botte. Un messaggio diretto, “la prossima volta l’accendo”. Sta di fatto che solo a quel punto l’uomo è scappato. E che per identificarlo, c’è voluto un po’ di tempo.   

Un’indicibile storia di violenza su una donna, quella che arriva da Gallipoli, avvenuta a inizio mese, e che solo ora ha un presunto responsabile. Si tratta di un 63enne del posto, rintracciato dopo una certosina indagine degli agenti di polizia del commissariato locale. I quali sono partiti da elementi molto scarni. Ora l’uomo risponde di violenza privata, violazione di domicilio, percosse e minacce aggravate. Per il momento è indagato a piede libero. Ma nulla osta che si possa eventualmente arrivare a un ordine di custodia cautelare.

L’uomo ha alle spalle piccoli precedenti. E la donna, origini straniere ma cittadinanza italiana, forestiera a Gallipoli, si trovava da sola in un appartamento preso in affitto non lontano dalle spiagge. All’improvviso, aprendo la porta, se l’è trovato di fronte. Poi, quella violenza inaudita: caci e spintoni, la paura che volesse bruciarla, la fuga. Tutto così feroce e rapido, da lasciarla non solo ferita nel corpo e nell’anima, ma talmente terrorizzata dal solo pensiero di incontrare di nuovo quel demone, da rimanere per un giorno interno chiusa fra le mura di casa.

Solo dopo molte ore, infatti, ha chiamato il 113. Una volante del commissariato è accorsa sul posto. Gli agenti hanno da subito percepito la presenza di alcool etilico sugli indumenti della ragazza. E’ stato chiamato anche il 118. Necessario il trasporto in ospedale. Lei, dopo essersi ripresa, ha sporto denuncia, ma contro ignoti. Non ha spiegato molto, di fatto non ha saputo giustificare il tutto. Ma grazie anche all’aiuto di un testimone, si è riusciti a risalire al 63enne.

Mancano ancora le motivazioni all’origine di questa vicenda, dunque, ma a volte l’apparenza può ingannare. La sensazione, apprendendo una storia del genere, è che possa esservi il classico movente passionale, qualcosa di torbido. E invece, si tratterebbe di tutt’altro, molto più futile, il che rende la vicenda nel suo complesso forse persino più assurda. Supposizioni, per ora, ma sembra che possa trattarsi più “semplicemente” di qualche forma di disturbo arrecato. E’ una delle piste accreditate.

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