Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Esaminata l'auto che trasportò Bianco. I test confermano presenza di sangue

Combur, Exagon, Luminol sono soltanto alcuni dei test eseguiti, in mattinata, sulla Nissan Micra sulla quale potrebbe aver viaggiato l'imprenditore di Martano prima dell'appuntamento con la morte. Effettuati dai militari della Sezione investigazioni scientifiche, gli esami hanno evidenziato tracce ematiche all'interno dell'abitacolo

L'auto ispezionata questa mattina

MARTANO – Per gli investigatori vi è più di una probabilità che, proprio su quei sedili, lo scorso 27 giugno, Massimo Bianco fu condotto all’appuntamento con la morte. Quella Nissan Micra, appartenente alla moglie di Antonio Gabrieli, il 53enne arrestato alcuni giorni addietro assieme ad Antonio Zacheo, di 27 anni, con l’accusa dell’omicidio (oltre a quella di occultamento di cadavere e porto abusivo d'armi) dell’imprenditore martanese trovato carbonizzato, è stata sottoposta ad alcuni rilievi, questa mattina, presso la caserma dei carabinieri del posto. Nonostante, al momento del sequestro, subito dopo l’omicidio del 41enne, il mezzo si prsentasse talmente in ordine, da sembrare appena ritirato da un autolavaggio.

Oltre ai difensori dei due indagati, era presente durante la perizia anche la parte offesa. I militari della Sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale di Bari hanno proceduto ad un’ispezione dell’autovettura, supportati dai colleghi salentini, utilizzando sofisticate apparecchiature. DSC_8039-2In particolare, attraverso un minuzioso test, denominato “Combur”, hanno potuto rilevare la presenza di tracce ematiche all’interno del mezzo, le stesse sono state poi analizzate con un secondo esame, cosiddetto “Exagon”, per accertare l’origine umana delle tracce di sangue, confermate dal test del “Luminol”.

Le sostanze chimiche hanno messo in risalto soprattutto la presenza di resti ematici su sedie in plastica custodite nel bagagliaio dell’auto. Quegli elementi emersi sono stati a loro volta esaminati con un’altra apparecchiatura che, sfruttando la frequenza variabile della luce a led, ha confermato la presenza di indizi di interesse investigativo, che potrebbero essere confermati da ulteriori riscontri e dalla comparazione del sangue con i campioni di riferimento.

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