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Sabato, 28 Gennaio 2023
Cronaca

Alla scoperta di Lecce sotterranea: vigili del fuoco si calano sotto la chiesa

Intervento con tecniche Saf presso il complesso dell'ex ospedale dello Spirito Santo, a Porta Rudiae, prossima sede della Soprintendenza

LECCE – Vani sotterranei, comunicanti tra loro, alcuni dei quali colmi di detriti e reperti, per un totale di circa 150 metri quadrati.

I primi a introdursi, probabilmente dopo secoli, sono stati i vigili del fuoco del comando provinciale di Lecce, chiamati a effettuare una verifica statica all’interno dell’ex ospedale dello Spirito Santo, oggetto di lavori di restauro e consolidamento di quella che sarà la prossima sede della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Lecce, Brindisi e Taranto.

Già alcuni anni addietro, precisamente nel 2011, un'indagine effettuata con il georadar dall'Istituto per i beni archeologici e monumentali del Consiglio nazionale delle ricerche rilevò l'esistenza di locali sotterranei, mentre una precedente ricerca condotta su documenti storici da Fabio Antonio Grasso mise in evidenza la pratica della sepoltura all'interno della chiesa per coloro che morivano nell'edificio.

Le cavità ipogee sono state ispezionate proprio durante i lavori in corso nella chiesa sovrastante, annessa all’ex ospedale che si trova su via Libertini - praticamente in continuità con Porta Rudiae - e che i leccesi conoscono in realtà perché a lungo sede di un cinema, l’Odeon. Per il recupero del complesso sono stati stanziati 5 milioni di euro: il rigetto, nel dicembre scorso, da parte del Tar di Lecce del ricorso da parte di una ditta che aveva partecipato alla gara ha consentito l’avvio dei lavori.

L’intervento odierno è avvenuto alla presenza del comandante provinciale, Eugenio Barisano, e ha visto l’impiego di personale specializzato in tecniche speleo-alpine-fluviale, coordinato dal funzionario Alessandro Polimeno. Nell’occasione Giovanna Cacudi, responsabile della Soprintendenza, ha ribadito l’eccezionalità del rinvenimento che servirà ad accrescere le conoscenze sulla storia del capoluogo salentino: il complesso dell’ex ospedale dello Spirito Santo, che conservò tale nome fino al trasferimento nel 1873 presso il vecchio “Vito Fazzi”, fu costruito dalla fine del XIV secolo.

Sul portale principale della struttura, nel XIX secolo, venne collocato uno dei quattro orologi elettrici inventati da monsignor Candido, premiato all’Esposizione Universale di Parigi del 1867.

Locali comunicanti per 150 metri quadrati

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