Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Fuori dall’istituto “Antonacci”per ciechi. Personale in cassa integrazione

Tutti i lavoratori a tempo indeterminato, da dicembre, usufruiscono degli ammortizzatori a zero ore. Oggi sit-in di protesta davanti alla sede: "Rimangono dentro solo i precari. Come svolgere un'attività sociale senza dipendenti?"

LECCE - Quattro erano, in tutto, i lavoratori a tempo indeterminato dell’istituto per cechi “Antonacci” di Lecce. E tutti e quattro sono finiti, all’improvviso, in cassa integrazione a zero ore sostituiti nelle loro mansioni di ausilio ai non vedenti, da personale precario. Per loro, gli ammortizzatori in deroga regionale sono scattati il 1° dicembre ma la copertura economica (regionale e statale), com’è noto, offre poche garanzie.

A monte ci sarebbe una “millantata crisi aziendale” che non avrebbe lasciato spazi di manovra alla Funzione pubblica di Cgil: “Durante l’ultima riunione del 30 novembre presso la Provincia di Lecce, ufficio vertenze, l’azienda ci ha messo di fronte allo stato di difficoltà, senza offrire alternative per un rilancio o una bozza di piano industriale”, spiega il referente sindacale Paolo Taurino.istituto cechi 004-2

L’istituto poi, non esente dalla gestione politica (5 membri del consiglio di amministrazione vengono nominati dalla Provincia e dal Comune di Lecce), vanterebbe un presunto credito dalla Regione Puglia. Si parla di decine di milioni di euro relativi ad una convezione firmata nel 2006 per il servizio ambulatoriale offerto dall’istituto: “Per far luce su questa vicenda, ottenere informazioni, abbiamo già inviato un fax al presidente Nichi Vendola ed all’assessore regionale alla Sanità, Ettore Attolini”, incalza il sindacalista.

E proprio nel giorno in cui si doveva tenere l’inaugurazione della biblioteca della sede in via Scipione De Summa (slittata, senza preavviso, a data da destinarsi), gli operatori hanno deciso di farsi sentire con un sit-in di protesta. Anni di onorato servizio alle spalle, chi 30, chi 40 addirittura, per trovarsi “tagliati fuori dai giochi”. E poi perché? L’utenza attiva, a quanto pare, non manca: ammontano a quasi 2000 le persone, nella sola provincia di Lecce, affette dal problema visivo.

“Come si può svolgere la mission sociale dell’azienda rinunciando all’esperienza di queste quattro punte d’eccellenza?”, si chiede il sindacato. L’Istituto per ciechi ”Anna Antonacci” di Lecce, del resto, è stato per più di un secolo l’unico centro di riferimento nell’Italia meridionale relativamente all’educazione dei ciechi, e da qualche anno ha diversificato la sua azione, finalizzandola sempre al sostegno degli ipovedenti.

All’interno si seguono numerose attività quali il corso connesso al progetto riguardante la legge numero 284 del 1997, per ciechi adulti con disabilità aggiuntive; il centro di trascrizione Braille e in large print, per l’utenza scolarizzata; il centro per la prevenzione e la riabilitazione delle disabilità visive e, da qualche mese, è presente una casa vacanze che sta riscuotendo notevole afflusso di presenze.

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