L'abbraccio della città per l'ultimo viaggio di Simone

Questa mattina si sono svolti i funerali di Simone Renda, il bancario 34enne scomparso durante una vacanza in Messico. La commozione di parenti ed amici, nel ricordo di un ragazzo che amava la vita

Amava i viaggi, amava la vita. Turchia, Berlino. Sempre in giro per il mondo, sempre un sogno da inseguire, una città da visitare, l'avventura in qualche angolo remoto, il racconto da fare agli amici al ritorno. "Ma che fate qui? Perché state piangendo? Fatevi un bicchiere", si starà chiedendo ora Simone da qualche parte, lassù, dove sta trascorrendo il suo ultimo viaggio. Lui che "sapeva trasformare ogni lacrima in un sorriso", ricorda chi era vicino "non vorrebbe vedere questo dolore". Ed è il dolore di chi rimane. Chi se ne va, forse, ora è anche felice nella sua ultima vacanza. Chi lo sa.

Purtroppo, è il ricordo di chi resta che si trasforma in un pianto soffocante. Ma chi saluta per sempre, lascia qualcosa: un insegnamento, una filosofia. Ecco, la sua filosofia: questo è il momento di piangere, ma dovrà passare, perché la vita è fatta anche di questi eterni attimi di dolore, ma in fin dei conti è bella, la vita e va vissuta fino in fondo, la vita. Gli amici, i parenti, chi lo conosceva e lo amava per la semplicità e la schiettezza di chi nasce con un animo buono, lo ricordano così. E gli hanno dato oggi l'ultimo, lungo, caloroso abbraccio. Insieme a tutta la città.

Centinaia e centinaia di persone composte sotto un cielo limpidissimo, una giornata meravigliosa, quasi estiva, hanno atteso nei pressi del Duomo che Simone arrivasse. Che contrasto stridente con le nubi nere addensate nei cuori. E chissà com'era il cielo laggiù, in Messico, viene da pensare. "Messico e nuvole, la faccia triste dell'America".

Sulla cassa, la sua sciarpa giallo-rossa. Come se la portasse ancora stretta al petto. Era pazzo per il Lecce, oggi avrebbe dovuto essere allo stadio, non lì.

Quando alle 10,30 inizia la messa, officiata dall'arcivescovo, Cosmo Francesco Ruppi, tutto il Duomo cade in un lungo silenzio. Nelle sue parole, il drammatico contrasto di una vacanza tanto agognata, terminata in quel modo. Monsignor Ruppi s'è trovato proprio in quei giorni accanto ad un vescovo messicano. "Abbiamo pregato insieme", ha ricordato, facendo anche un accenno "alle ombre e alle incertezze" su questo caso. Perché il quadro non è chiarissimo, perché ci sono tante cose ancora da chiarire. Ma qui si entrerebbe nella cronaca, ed oggi non è il giorno adatto. Oggi è il momento del ricordo.

Tante le autorità presenti, tanti i visi conosciuti. Si vede il sindaco Adriana Poli Bortone, si vede il presidente del Lecce Giovanni Semeraro, solo per fare qualche citazione. Ma c'è davvero tutta la città, che ha voluto stringersi attorno alla famiglia in un momento così triste e delicato. Cecilia Greco, la mamma di Simone, con sua sorella Elisa. E gli zii, Andrea Renda, con la moglie Lilli, Silvio Valente con la consorte Chiarangela Renda, la nonna Titti, i cugini Lorenzo e Alessandro Valente Renda accompagnati rispettivamente da Laura e Beatrice. E poi Flavio De Marco, sui grandissimo amico, che ha parlato a nome di tutti, stretto nella commozione. E c'è Gaetano Renda, il fratello di Simone, 22 anni, che ha una fibra forte, che è già uomo e che è davanti a tutti quando l'auto si sta chiudendo per il suo lento incedere verso il cimitero.
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Intorno, tanti giovani, che sentono di aver perso un fratello. Tanti genitori che sentono di aver perso un figlio.

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