Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Nardò

L'accompagnatore per il disabile non c'è. Addio gita?

Incresciosa situazione nell'Istituto d'Arte di Nardò: l'assistente rinuncia al viaggio e il padre, per seguirlo, deve pagare la quota di partecipazione. Diffida del legale. Scuola con le mani legate

Una di quelle storie che, una volta finito di raccontarle, ti rimane, ridondante, il dubbio amletico: ma è mai possibile che possano accadere cose del genere? Uno di quelle storie che non vede, alla fine, ne vincitori, né vinti. Né chi ha ragione da vendere, né chi ha torto marcio. Di mezzo solo una fredda burocrazia e dei regolamenti, a dir poco scriteriati, che se applicati più che alla lettera, forse, meglio con una razionale dose di buon senso, eviterebbero disguidi e malumori galoppanti. Accade che nella sede associata dell'Istituto d'Arte di Nardò di piazza San Domenico l'organizzazione del viaggio di istruzione di fine anno, abbia generato qualche intoppo di troppo. Una patata bollente rimbalzata sul tavolo della dirigente scolastica della sede centrale dell'istituto "Toma" di Galatina, che dovendo fare da un lato i conti con le insistenti richieste dei genitori degli alunni coinvolti nella vicenda e dall'altro impossibilitata, forse, a concedere deroghe alle ferrea regolamentazione dell'istituto e delle circolari ministeriali, ha anche paventato l'ipotesi di annullare la gita scolastica.

Ma andiamo con ordine. E i fatti sono presto detti: è il 29 marzo scorso quando anche nella terza classe della sede di Nardò viene consegnato, da parte dei professori, il modulo di partecipazione per il viaggio d'istruzione che la scuola ha organizzato nel periodo compreso tra il 5 e l'8 maggio prossimi in quel di Firenze. Tra i destinatari del modello anche un ragazzo disabile, F.R. di 16 anni (affetto dalla sindrome di Lennox-Gastaut), e che frequenta regolarmente l'Istituto d'Arte neretino con il supporto di un insegnante di sostegno e di un accompagnatore fornito dalla Asl territoriale. Ricevuta la comunicazione i genitori del ragazzo, notando tra l'altro la volontà manifesta ed entusiasta del figlio di partecipare con i compagni alla gita, hanno subito compilato il modulo di adesione e versato la relativa quota di acconto pari a 50 euro. La madre, a questo punto, si è rivolta subito al responsabile della sede associata di Nardò dell'istituto per avere dei ragguagli e delle garanzie sull'assistenza offerta al figlio diversamente abile, nel corso del viaggio. E qui ha appreso dell'indisponibilità degli accompagnatori abituali a partecipare al soggiorno di istruzione. A questo punto il giovane F. R. correva il rischio di partire sì per il viaggio in Toscana, ma senza alcun sostegno specifico messo a disposizione dalla scuola o dalle istituzioni territoriali competenti. Il disabile, che ha una sua autonomia motoria, deve comunque essere monitorato continuamente e deve assumere farmaci specifici che solo chi interagisce con lui quotidianamente può, adeguatamente, somministrargli.

Situazione questa portata subito all'attenzione della dirigenza centrale, ma senza avere in prima istanza risposte in merito. "Il vicepreside della scuola di Nardò", racconta la madre del ragazzo, "mi ha riferito che aspettava la telefonata della dirigente della sede centrale di Galatina, ma quella telefonata non è mai arrivata. A questo punto ho chiesto i recapiti per contattare la sede centrale e quando mio marito ha telefonato, spiegando che si trattava del caso di mio figlio e della gita scolastica, per fissare un appuntamento, la dirigente ha risposto che non doveva fissare nessun appuntamento con noi e che se si doveva andare incontro ad altri problemi era disposta ad annullare completamente la gita". Nonostante tutto la soluzione tampone era dietro l'angolo: il padre del ragazzo si è dichiarato disponibile ad accompagnare lui, il figlio, al posto dell'insegnate di sostegno. Per la scuola niente da eccepire a patto che "l'accompagnatore" versasse la sua quota di partecipazione di 150 euro.

"A questo punto abbiamo deciso di farci tutelare da un legale" racconta ancora la madre del ragazzo, "ma voglio precisare non tanto per una questione di soldi. Per mio figlio sono disposta a pagarne anche 500 di euro per renderlo felice, ma mi sembra del tutto assurdo che prima la preside non ci ha degnati di un incontro e mi chiedo, se non parla con i genitori con chi parla? Con i minori? E poi, dopo aver fornito noi la soluzione del problema dell'accompagnamento, ci arriva la beffa di pagare la quota del sostituto dell'insegnate di sostegno che deve garantire la scuola. Mio marito non sta andando certo in gita per divertimento, ma solo per stare vicino a nostro figlio e garantirgli di partecipare al viaggio". A ciò è seguita la comunicazione (raccomandata del 2 aprile scorso) del legale della famiglia di F.R., l'avvocato Pier Luigi Lagna che richiamando una serie di normative specifiche e di tutela (tra le quali il diritto alle pari opportunità previsto dalla Legge n. 67 del 1 marzo 2006, secondo cui 'l'alunno con handicap non deve, in via di principio, pagare la persona che l'accompagna. Sarà, opportuno, pertanto, che uno degli accompagnatori si faccia carico degli eventuali problemi di assistenza di tale alunno. Qualora ciò sia impossibile, la scuola deve provvedere a pagare un accompagnatore in più) ha diffidato l'istituto scolastico al fine di far partecipare il ragazzo disabile al viaggio di istruzione, previo versamento della quota parte, rimanendo "ad esclusivo carico della scuola ogni ulteriore onere e spesa ivi compreso l'accompagnatore".

Scrive ancora l'avvocato Lagna : "Vale la pena, forse, rammentare come l'articolo 3 della Costituzione sancisca il principio di pari dignità sociale di ogni individuo e l'uguaglianza sostanziale dei cittadini. E' ovvio che l'uguaglianza sostanziale si realizza soprattutto per mezzo dei diritti sociali ed anche, quindi, per mezzo di tutta la normativa volta a favorire l'inserimento sociale dei disabili. Più nello specifico, per venire al caso che ci occupa, occorre fare riferimento alla nota n. 645 dell'11 aprile 2002 del Ministero dell'Istruzione, la quale richiama le Circolari Ministeriali n. 291 del 1992 e n. 623 del 1996, che pone particolare attenzione al diritto degli alunni diversamente abili a partecipare ai viaggi di istruzione. La richiamata nota al punto 5), b), prevede che 'agli alunni in situazione di handicap e agli educatori culturali dovranno essere forniti i servizi idonei secondo la normativa vigente in materia'. Di seguito al punto 12) prevede che 'per gli accompagnatori vi sia una gratuità per ogni 15 alunni paganti".

E mentre della vicenda si interesserà anche "L'Ufficio Reclami" di TeleRama, la scuola, di contro, rimanda al rispetto dei regolamenti dell'Istituto e dell'osservanza delle scrupolose circolari del Ministero, sgomberando il campo da ogni possibile polemica o strumentalizzazione. La sensazione è che, forse, una serena chiacchierata tra le parti potrebbe dirimere quello che, si spera, essere solo un semplice disguido "burocratico".

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