Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

L'ateneo fa retromarcia sui contratti a tempo. Precari sul piede di guerra

Non ci sono buone notizie sulla trasformazione di decine di contratti, in scadenza a metà dicembre, in tempo indeterminato. Chiusura dell'amministrazione, i sindacati proclamano lo stato d'agitazione e si rivolgono al prefetto

 

LECCE - Niente da fare per i precari dell'ateneo salentino. L'incontro del 3 dicembre tra le organizzazioni sindacali e l'amministrazione dell'Università non è stato foriero di buone notizie ed il 15 dicembre potrebbe confermarsi la data che scrive la parola "fine" per i contratti a tempo determinato firmati da decine di lavoratori.
 
I vertici dell'ateneo, dopo un' iniziale apertura rispetto al problema dei contratti in imminente scadenza, sarebbero ritornati sui propri passi. La prima soluzione proposta dall'amministrazione era quella di prorogare la durata dei contratti - in deroga al limite massimo di tre anni imposto dalla legge - per poi avviare un percorso di graduale trasformazione a tempo indeterminato, dando applicazione ad una clausola prevista dall'articolo 22, comma 5 del contratto collettivo nazionale del lavoro.
 
Le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Uil Rua, Snals, Cisl rendono invece nota l'intenzione contraria, manifestata durante l'ultimo incontro, di "non rispettare gli impegni precedentemente assunti e non voler procedere, quindi, alla trasformazione dei contratti di lavoro a tempo determinato in scadenza il 15 dicembre in contratti a tempo indeterminato, neanche laddove sussistessero le condizioni di ammissibilità". 
 
Il riferimento è ai 44 lavoratori del settore tecnico- amministrativo assunti a tempo determinato, in base alla delibera 256 del 2008, che sarebbero gli unici in possesso del requisito del concorso pubblico, conforme alle disposizioni sul reclutamento ordinario del personale, richiesto dall'articolo 22, comma 5, del contratto collettivo nazionale del lavoro
 
Il rischio della proclamazione dello stato d'agitazione di tutti i lavoratori interessati, scongiurato fino all'ultimo, si è infine concretizzato. I precari sul piede di guerra sono determinati a salvaguardare sia il proprio posto di lavoro che l'erogazione di servizi "essenziali" per la formazione universitaria, garantiti proprio dalle loro prestazioni professionali che avrebbero hanno consentito all'ateneo salentino di sopperire alla carenza cronica di personale.
 
Le organizzazioni sindacali si muovono speditamente e comunicano di aver già preso contatto con la segreteria del prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, al fine di ottenere un incontro urgente ed un intervento del massimo rappresentante locale governativo.
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