Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

L'auto va a fuoco, tenta di suicidarsi in tangenziale

Incredibile disavventura per un 36enne di Lecce, già vessato da problemi economici. La sua Multipla brucia e distrugge altre due auto. Dopo l'alba si reca su un cavalcavia per farla finita. Salvato

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Una vicenda triste, lo specchio di tempi agitati dagli spettri di una vita grigia e difficile, in un'economia al collasso e con le prospettive soggettive che sembrano assottigliarsi. Una storia al limite, quando attorno c'è già il buio e anche la sfortuna sembra abbattersi su tutto come un macigno, girando il coltello nella piaga. Un uomo con problemi economici, che onestamente prova a tirare avanti con il suo dignitoso lavoro di ambulante, che ai nervi già tesi aggiunge un surplus di sventure a catena che fanno scoppiare il cuore di lacrime. Farla finita, all'alba, dopo una notte da incubo ad occhi aperti. Se non c'è riuscito, è solo perché passanti, poliziotti, vigili del fuoco, hanno avuto la tempestività di bloccare quel gesto estremo ingegnandosi in pochi minuti, con mezzi di fortuna. Una vita salvata val la pena di qualsiasi sforzo.

Capire perché S.S., 36 anni di Lecce abbia tentato il suicidio è presto fatto. Notte fonda, si può immaginare già di per sé poco serena. Scoppia un incendio nella ex 167 di Lecce, in via Pistoia. Le fiamme partono da una Multipla, e se in un primo momento s'era pensato ad un attentato o ad un gesto vandalico, successivi rilievi dei vigili del fuoco hanno evidenziato come sia stato molto probabilmente un corto circuito la causa di tutto. La Multipla, che si scoprirà in seguito del 36enne, si trasforma in una sorta di torcia, che invade le zone circostanti. Accanto ci sono una Nissan Micra ed una Rover 200. Vengono avvolte dalle spire di fuoco. Devono intervenire i vigili del fuoco per spegnere le fiamme prima che la situazione peggiori. Interviene anche la sezione volanti della polizia, per l'indagine di rito.

S.S. deve maturare dopo questa sciagura propositi di farla finita. Passa l'alba, sono ormai le 7,30 del mattino quando, in stato di agitazione, forse come rapito da un raptus, la sua sagoma sporge pericolosamente dal cavalcavia della tangenziale, sopra la galleria, in direzione per Brindisi e Gallipoli. Partono le chiamate al 113 e quelle ai vigili del fuoco. L'uomo barcolla, sembra volersi gettare nel vuoto da un momento all'altro. L'arrivo dei soccorritori è immediato. Il traffico viene bloccato, in tanti si accalcano, qualcuno si propone di dare una mano. Il colpo di genio viene ad alcuni agenti delle volanti di polizia. Un tir con telone viene fatto piazzare proprio sotto il cavalcavia. Se cadesse nel vuoto, il 36enne sarebbe raccolto da quell'"ancora di salvataggio" di fortuna. La mossa lo spiazza. E' titubante. I vigili del fuoco possono salire con la gru, gli stessi agenti, i passanti, riescono ad afferrarlo prima del salto. Un immenso sospiro di sollievo saluta la mattinata, che di lì a poco riprende a camminare nel suo tran-tran quotidiano

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