Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

L'autopsia conferma: Roberto morto per crisi allergica

Per capire quale alimento consumato dal giovane abbia scatenato la reazione bisognerà attendere la consulenza sui campioni prelevati nei locali di Gallipoli e l'esame istologico. Otto gli indagati

La Procura di Lecce ha inviato otto avvisi di garanzia. Indagato il personale dei locali dove ha mangiato il giovane e personale del pronto soccorso, ma si tratta di un atto dovuto

Lo ha confermato anche l'esame autoptico terminato nel tardo pomeriggio di oggi ed effettuato dal medico legale Alberto Tortorella: a causare la morte del giovane studente originario di Carmiano, Roberto Ianne, 21 anni, è stata indubbiamente una violenta reazione allergica. Ma per capire con esattezza quali degli alimenti (tra la pizza mangiata con gli amici o la granita consumata in un altro locale del centro storico di Gallipoli nella serata di venerdì) siano stati fatali e abbiano causato la reazione che ha poi portato, inesorabilmente, Roberto Ianne alla morte, bisognerà attendere ancora un po' di tempo. Almeno una ventina di giorni secondo l'equipe dei medici legali, giusto il tempo di avere in mano i risultati degli esami istologici da effettuare sui tessuti prelevati dal corpo del giovane e della consulenza tecnica disposta sui campioni degli alimenti prelevati dai carabinieri nella pizzeria e nella gelateria di Gallipoli. Così come a completare il quadro confluiranno anche le comparazioni e gli esami del sangue prelevati dal corpo dello studente, iscritto alla facoltà di Lettere e Filosofia e residente a Padova. Solo allora si potrà capire se Roberto Ianne, affetto da intolleranza alimentare ai latticini, ha cessato di vivere perché quella sera ha ingerito qualche alimento che conteneva quei componenti per lui assolutamente da evitare.

Il risultato definitivo dell'indagine autoptica servirà anche alla prosecuzione dell'inchiesta avviata dal sostituto procuratore Guglielmo Cataldi subito dopo i tragici fatti e la sopraggiunta morte del 21enne al pronto soccorso di Copertino. Al momento sono otto le persone che risultano iscritte nel registro degli indagati, ma è bene precisare che si tratta comunque di un atto dovuto che non assegna al momento nessun atto accusatorio specifico. Si indaga per capire perché quel ragazzo ha avuto uno shock anafilattico nonostante convivesse ormai da anni con la sua fastidiosa (e purtroppo letale) intolleranza alimentare e avesse segnalato, secondo il racconto degli amici, il problema al personale della pizzeria dove ha consumato la sua ultima cena.


Si indaga per capire perché dopo aver consumato la pizza, Roberto ha avuto la forza di continuare la sua serata in allegria avendo il tempo di prendere anche una granita in una gelateria del centro storico di Gallipoli e avvertendo il malore solo più tardi, sulla via del ritorno a casa. E si indaga anche per capire se ci siano state omissioni o ritardi nei soccorsi. Ovvero se ci siano responsabilità dirette o indiretta in questa brutta storia che ha visto il tragico epilogo per il giovane salentino. Tra gli indagati ci sono infatti i titolari e gli impiegati nei due locali gallipolini e i medici e il personale sanitario che hanno prestato i primi soccorsi al giovane, dapprima al presidio estivo di Torre Lapillo e poi all'ospedale di Copertino. All'autopsia di oggi hanno preso parte anche i medici Roberto Vaglio e Guido Maglio, in qualità di consulenti di parte, nominati da due degli indagati.

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