Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca Otranto

"L'Osservatorio, perché se ne riparla solo oggi?"

"Lo sviluppo sostenibile come governance del territorio", è stato riproposto da Marcello Strazzeri, uno dei principali candidati alla carica di Rettore. Ma Legambiente Otranto vuole vederci chiaro

Giorgio e Fernando Miggiano, responsabili del circolo otrantino di Legambiente

Nei giorni scorsi su stampa locale, ha suscitato interesse la proposta in ambito universitario di creare un osservatorio permanente sul territorio leccese, dove possano confluire esperti che in sinergia s'impegnino con proprie specifiche competenze di ecologia, botanica e giurisprudenza, per la salvaguardia del territorio. L'idea non è propriamente nuova: da tempo, infatti, si coltiva l'idea di realizzare un ambizioso progetto, che sappia collegare l'Università al territorio, come avviene in diversi Paesi europei; ma per vari e complessi motivi non se n'è mai fatto nulla. Ora l'osservatorio permanente torna d'attualità, perché, nell'ambito di un convegno dal titolo "Lo sviluppo sostenibile come governance del territorio", è stato riproposto da Marcello Strazzeri, Preside di Scienze Sociali e Politiche ed uno dei principali candidati alla carica di Rettore dell'Università del Salento nel dopo Limone. La proposta ha veicolato e registrato molti pareri positivi, proprio perché riletta come opportunità importante per promuovere e valorizzare il territorio salentino.

Ma tra le tante voci favorevoli, c'è anche qualcuno che non è sembrato particolarmente entusiasta dell'idea di Strazzeri. Tra quanti esprimono riserve sul progetto, si iscrive Fernando Miggiano, responsabile della sezione otrantina di Legambiente. Miggiano evidenzia come in questa proposta si celi il rischio di un'operazione "pseudoambientale" da parte di alcune personalità, riscopertesi tardivamente "attente ai problemi del territorio". Riproponendo un breve excursus storico, l'ambientalista otrantino sottolinea che, in passato, erano state già avviate le pratiche di adozione della "carta di valorizzazione del territorio", un percorso di certificazione ambientale, che Legambiente stessa aveva promosso. Ma soprattutto Miggiano fa notare come siano stati tanti gli scempi paesaggistici perpetrati negli ultimi anni e come da parte di chi oggi propone l'idea di un osservatorio permanente non ci sia stata alcuna attenzione in merito a certi veri e propri disastri. L'elenco dei cosiddetti scempi paesaggistici nella sola Otranto è particolarmente ricco: "In area Parco, la zona Orte - afferma- ha subito spietramenti e distruzione di ampie fasce di gariga, per far posto a coltivazioni ora di angurie poi di mais ed ancora di girasole (usufruendo anche di incentivi comunitari); andando un po' più a sud, a torre S. Emiliano, si sono operate rimozioni di blocchi monolitici, che favorivano illeciti traffici per i quali è intervenuto anche il gruppo N.o.e. del Comando dei Carabinieri di Lecce; e che dire della privatizzazione della Baia dei Turchi, dove oltre alla difesa del diritto di ogni cittadino di usufruire liberamente di un pezzo di litorale, senza necessariamente essere vincolati al pagamento di un ticket, veniva perpetrato anche qui uno scempio ambientale di un tratto di costa censito come sito di interesse comunitario".

Per questo, a chi oggi propone l'osservatorio permanente Miggiano e con lui altri ambientalisti otrantini rivolgono una domanda semplice: "Dove eravate quando succedevano tutte queste cose?". Conclude il responsabile di Legambiente: "La nostra associazione è felice che altri movimenti, si muovano in direzione della difesa di natura e paesaggio, perché in tal modo aggiungono motivazioni e spunti di riflessione, ma - aggiunge- saremo attenti osservatori, per capire meglio quando le proposte si caratterizzano come vero ambientalismo e quando, invece, sono pseudo-ambientalismo, un modo oggi in voga per crearsi spazi, occasioni ed immagine, in vista di appuntamenti elettorali".

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