Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

L'ultimo saluto, commosso, ad una ragazza piena di vita

Si sono svolti nel pomeriggio i funerali di Marilina Ciraudo nella chiesa "Santa Lucia", gremita di gente. Il parroco ha invocato giustizia e non vendetta per l'assassino. Lungo applauso a fine omelia

Un momento del funerale di Marilina Ciraudo

L'ultimo saluto, un ideale abbraccio di un'intera comunità che si è stretta attorno ad una famiglia straziata dal dolore per la morte, avvolta in un alone di mistero, della propria cara, Marilina Ciraudo, la dj tutta pepe e vitalità, uccisa ad appena 39 anni, nel suo appartamento a Lisbona. In mattinata, l'arrivo della salma nel paese d'origine, Surbo, con l'allestimento della camera ardente in chiesa. Nel primo pomeriggio, si sono celebrati i funerali, con una messa officiata da Don Rossano, nella chiesa "Santa Lucia", a pochi passi dall'abitazione della famiglia Ciraudo. Una folla silenziosa, amici di un tempo, con gli occhi lucidi, i parenti, i colleghi della radio, di chi non ha dimenticato i primi passi mossi nel mondo dell'informazione, una passione coltivata da Marilina con impegno, dedizione e tanta professionalità.

In chiesa, tra gli astanti, anche semplici cittadini, che conservavano uno sbiadito ricordo di quella ragazza biondina, rispolverato dal parroco nella sua cruda omelia, condita dai tanti insegnamenti di vita lasciati da chi adesso è pronta per salire in cielo. Don Rossano Santoro ha invocato giustizia ma non vendetta per chi ha ammazzato Marilina con spietata freddezza, strappando dalla terra una ragazza piena di vita. La madre, Grazia Scarcia, il padre Antonio Ciraudo, la sorella Antonella e il fratello Domenico, sedevano uno affianco all'altro, in rispettoso silenzio fino a quando, in un intervento dettato dall'emotività, la sorella ha voluto leggere un messaggio scritto dagli amici portoghesi di Marilina, che hanno pianto un'amica con lacrime sincere versate davanti alla cappella in Portogallo.


Un saluto ed una raccomandazione: tutti i portoghesi sono indignati, offesi ed arrabiati per quanto successo ed hanno promesso che non smetteranno mai di chiedere alla polizia chi ha ucciso Marilina, "una donna combattente", per la sorella, "che mi ha insegnato a vedere il lato positivo in tutte le cose e che ha lasciato dentro di me un vuoto in questo momento destinato a rimanere incolmabile". Gli applausi finali hanno accompagnato il feretro fino all'uscita dalla chiesa, prima che la salma venisse trasportata nel cimitero di Specchia, paese d'origine della madre, dove Marilina, la ragazza che credeva in una vita diversa, continuerà a coltivare il suo sogno.

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