La carcassa sotto il treno? Quasi certamente sono resti animali

Il medico legale Colosimo ritiene che non siano umane costole e vertebre a livello toracico, con qualche residuo di tessuto, scoperti ieri. Ma si dovranno fare comparazioni e prelevare, se possibile, un campione di Dna per la conferma

Lo scalo di Surbo. Qui sono stati tri

LECCE – E’ ancora presto per tirare le somme, ma a una prima occhiata il medico legale incaricato dalla Procura, Ermenegildo Colosimo, ritiene che i resti trovati ieri sotto un treno non risalgano a un essere umano, quanto a un animale. Forse un cane o qualche altra bestia a quattro zampe. I resti, però, sono in tali, pessime condizioni, che ci vorrà ancora un po’ di tempo per un quadro definitivo.

Oggi, dunque, s’è svolto un esame preliminare sui reperti (costole e vertebre a livello toracico, con qualche residuo di muscolo) segnalati ieri dal responsabile della manutenzione dei treni dello scalo di Surbo ai carabinieri. Sono stati trovati nel pomeriggio sotto un Intercity arrivato da Milano in mattinata.

Annerita e in avanzato stato di putrefazione, non è stato possibile stabilire a una prima osservazione - della quale s’è incaricato un veterinario chiamato all’occorrenza dai militari - di che natura fosse la carcassa. Anche perché manca del tutto un cranio. Così, dopo i rilievi fotografici e avvisato il pubblico ministero di turno, il macabro ritrovamento è finito nella camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce per essere sottoposto ad analisi.

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Nemmeno la seconda, più approfondita, ispezione in laboratorio, affidata all’anatomopatologo Colosimo, ha però consentito di sciogliere i dubbi al 100 per cento. Certo, per composizione e distribuzione, quelle ossa non sembrerebbero affatto umane. E molto probabilmente è così. Ma il condizionale resta d’obbligo in attesa della conferma derivante da altre verifiche. In primis, una comparazione fra costole e vertebre per esaminare come si articolano rispetto a un umano. Non è da escludere nemmeno un esame del Dna. Si cercherà di prelevarne un campione per ottenerne di buono. In fin dei conti, ciò che resta dei tessuti, a causa dell’ambiente, si è seccato subito.

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